Aprile, fra gestione dell’emergenza e desiderio di normalità

A marzo, nei giorni più duri dell’emergenza Covid-19, Angelo Peretti si chiedeva su The Internet Gourmet ( www.internetgourmet.it) se avesse senso scrivere di vino in circostanze così drammatiche. Molto probabilmente non esiste un’unica risposta a questa domanda ed è giusto che sia così. Noi, come sempre, abbiamo raccolto alcune delle notizie più interessanti lette nelle ultime settimane, fra gestione dell’emergenza e desiderio di normalità. www.internetgourmet.it

Iniziamo, allora, da una piccola indagine condotta dal magazine Planet of The Grapes, che ha chiesto a diversi wine-writer – dalla mitica Jancis Robinson all’editor di Pipette Rachel Seigner – di raccontare cosa rappresenta per loro il vino in un momento così strano come quello che stiamo attraversando. C’è chi lo vive come un piccolo rituale gioioso da contrapporre alle difficoltà del quotidiano e chi, invece, sta bevendo meno del solito perché considera il vino inscindibilmente legato alla socialità e, dunque, alla presenza delle altre persone; c’è chi trova conforto nello champagne e chi in vini più semplici, nati del lavoro di vignaioli che si vogliono idealmente sostenere a distanza. Un collage di attitudini e sensibilità differenti, in cui tutti possiamo ritrovare qualcosa di nostro: www.medium.com

Il vino, è cosa nota, può essere pura poesia ma anche oggetto di consistenti investimenti economici. E su questo fronte arrivano buone notizie per l’Italia dei fine wine: nella prima settimana di aprile, su Liv-ex la share di vini italiani scambiati sul mercato secondario è stata pari al 24,7% a valore. Un risultato importante – come racconta Wine News – che consolida la posizione delle nostre etichette di pregio in un panorama storicamente dominato dai grandi Bordeaux: www.winenews.it.

E sempre a proposito di grandi Bordeaux, Neal Martin ha raccontato su Vinous le sue impressioni a margine della complessa degustazione dei Vintage 2010: www.vinous.com.

Rimaniamo in Francia con l’annuncio dell’avvio della negoziazione esclusiva per l’acquisizione da parte di Campari di una partecipazione dell’80% – e successivamente dell’intero capitale azionario – di Sarl Champagne Lallier. Ne parla, fra gli altri, anche La Repubblica: www.ilsole24ore.com.

Distillazione volontaria, vendemmia verde e una serie di misure di sostegno economico per tutto il settore vitivinicolo: sono alcune delle proposte formulate da Assoenologi nei giorni scorsi per fronteggiare la crisi. Ne dà conto Identità Golose: www.identitagolose.it

E sempre a proposito di Covid-19, Wine Spectator ha dedicato un’intera sezione del suo sito all’emergenza, per documentarne l’impatto sul settore food&wine: www.winespectator.com

Chiudiamo con un profilo del leggendario wine-writer e degustatore Michael Broadbent, firmato da Eric Asimov sul New York Times. Scomparso lo scorso 18 marzo a  92 anni, Broadbent è stato un grande conoscitore dei fine wine e, soprattutto, colui che negli anni Sessanta ha plasmato il settore delle aste dei vini, intuendo che questi potevano essere trattati esattamente come le opere d’arte: www.nytimes.com

– Redazione 30.04.2020

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