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Egon Müller

Egon Müller

Non capita così abitualmente di riuscire ad associare in modo netto un vitigno ad un produttore: non è sicuramente una missione impossibile ed anzi vi sono molti esempi appropriati sia in Italia che all’estero, ma oggettivamente non è cosa comune vista la continua evoluzione del mondo del vino e la forza delle tradizioni produttive che contraddistinguono molte regioni vinicole.
Con Egon Müller è tutto semplice e lineare: devoto al Riesling sin dalla fondazione dell’azienda agricola avvenuta nel lontano 1797, le generazioni di “Egon” che si sono susseguite hanno plasmato una cantina leggendaria in grado di produrre quelli che sono considerati alcuni tra i migliori vini bianchi al mondo.
Con sede alle porte di Wiltingen, in una valle scavata dal fiume Saar e vocata da sempre ad una viticoltura di qualità, la fama di Egon Müller risale già alla fine del diciannovesimo secolo, periodo in cui la cantina esportava all’estero a condizioni (e prezzi) inusuali per il tempo.
Oggi sviluppatasi fino a 16 ettari di vigneti, la quali totalità a Riesling, Egon Müller è associata a doppio filo agli 8,3 ettari del vigneto Scharzhofberg, contraddistinto dalla denominazione “VDP. Grosse Lage Scharzofberger” a conferma della qualità superiore di questo terroir. Non è un’esagerazione parlare di questo vigneto come di un qualcosa di sacro considerati i vini che vi provengono: ed ancor più sacra è la selezione di vigne vecchie risalenti al diciannovesimo secolo sviluppatesi a piede franco su suoli rocciosi unici al mondo, dove l’ardesia rossa e grigia la fanno da padrone insieme alle argille ferrose. Con pendenze fino al 60% ad un’altitudine tra i 190 ed i 310 metri sul livello del mare, lo Scharzofberg rappresenta l’unicità della Saar e permette di comprendere al meglio la maestria dei vari Egon Müller che negli anni hanno portato avanti un’agricoltura sostenibile e non invasiva, che lascia spazio alla muffa nobile ed ai lieviti indigeni per fermentazioni in acciaio o nelle tradizionali “fuder” da 1000 litri.
Quando si parla di cantine che, a livello mondiale, sono dei veri e propri monumenti enologici è sempre difficile utilizzare una terminologia nuova e non ancora adottata per descrivere quanto grandi queste siano, perché è effettivamente difficile farlo bene e con proprietà lessicale: avere nella propria collezione o sulla propria tavola un vino di Egon Müller è un vero privilegio ed un’emozione pura, di quelle che, appunto, mettono in difficoltà perché sarà sempre difficile, ma comunque stimolante, trovare le giuste parole per condividerla.