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Petrolo

Petrolo

Toscana

Una zona inedita quella in cui insiste la tenuta Petrolo, confinante con il territorio chiantigiano ma defilata rispetto al cuore “Classico”, sulle colline che degradano lentamente verso oriente e guardano la Val d’Arno, poco fuori Mercatale.
Tutto attorno boschi ed un polmone verde molto esteso che chi associa al vicino Chianti come un susseguirsi di dolci colline non si aspetta.
A Petrolo si fa vino da centinaia di anni ma è solo dal 1716 che l’allora Granducato di Toscana la riconosce come zona vocata per la produzione di vino ed olio di qualità.
All’ombra della Pieve di San Giovanni Battista e della Torre di Galatrona, poi inglobata nel Medioevo in uno dei tanti castelli che abbelliscono i paesaggi di questa parte d’Italia, si estende una vasta tenuta di oltre 270 ettari, solo in minima parte dedicati alla viticoltura. I capolavori cinquecenteschi in ceramica policroma di Giovanni della Robbia, che rendono la Pieve un gioiello nascosto alle folle, danno una ragione in più per conoscere meglio questa parte della Toscana dove le vigne di Petrolo, su una stratificazione mista di galestro, alberese ed arenaria, ci consegnano vini straordinari. L’uso di vitigni tradizionali ed autoctoni si è storicamente incrociato con l’innesto di “uve franzose” come merlot, cabernet sauvignon, petit verdot che già nell’ottocento, in principio con l’esperienza di Pomino, iniziano ad alternarsi ai filari tipici di sangiovese, canaiolo, colorino e talvolta trebbiano.
La storia recente di Petrolo è legata alla famiglia Bazzocchi-Sanjust, che ha acquisito la tenuta negli anni quaranta del secolo scorso ed investito nella produzione di vini di alta qualità nel rispetto massimo del ciclo di vita della natura, fino ad ottenere la certificazione biologica nella conduzione dei vigneti.
Il rispetto dell’ambiente circostante e quindi della materia prima si traduce in pratiche di cantina che preservano al massimo la qualità dell’uva, utilizzando lieviti autoctoni per fermentare il mosto in vasche di cemento vetrificate, effettuando rimontaggi manuali e quindi affinando in legno.
Eleganti e strutturati i vini di Petrolo, osannati a livello internazionale e più volte riconosciuti come protagonisti dell’enologia Toscana, sempre e comunque legata ad un territorio da approfondire come la Val d’Arno di Sopra.