Lorenzo Accomasso

Lorenzo Accomasso

Classe 1934, fisico asciutto, occhi azzurrissimi alla Paul Newman, barba bianca incolta e capelli bianchi che fuoriescono in modo spettinato dal cappellino: Il Cavalier Lorenzo Accomasso è l’anima del Barolo, massima espressione della tradizione vitivinicola piemontese rimasta intatta nel tempo.
Un mito racchiuso in appena 3 ettari attorno alla sua abitazione. Il suo primo Barolo risale al 1958, sotto la guida del padre Giovanni, e da allora, dopo oltre 70 vendemmie, Lorenzo continua a fare il vino in vigna e con le vinificazioni più tradizionali possibili. Le macerazioni possono raggiungere anche 50 giorni, in linea con gli insegnamenti del padre Giovanni: matura più lentamente ed è pronto a sfidare gli anni. Non c’è da stupirsi che non segua le tempistiche del disciplinare ma fa uscire i suoi vini quando ritiene siano pronti. “Pronti” ad essere bevuti, ma anche ad affrontare svariati decenni in cantina. Superlativi.

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  • Parlare di Lorenzo Accomasso è come avvicinarsi con grande timore reverenziale al gotha della viticoltura italiana, quella delle tradizioni forti, dell’attaccamento morboso (in positivo) alla propria terra e vigna, quella del “va bene così e non si cambia” e del “prima in vino, poi il mercato”, un sangue autoctono difficile da trovare in giro se non nel microcosmo di La Morra.

    Quante volte il Cavaliere ha respinto persone, curiosi ed interessati, che a pelle non sembrava rispettassero il suo mondo, la sua vita, la sua terra fatta di tre preziosissimi ettari sui quali il Nebbiolo si esprime su livelli perfetti.

    Vini veri quelli di Accomasso, che rispecchiano la tradizione di La Morra ma che parlano anche una lingua sempre attuale, mai vetusti o appesantiti.

    D’altronde il Cavaliere ci ha sempre visto lungo ed abituato a pratiche in vigna inusuali, come la potatura corta a scapito della produzione in quantità, mentre in cantina si sono sempre seguiti i dettami familiari e la strada tracciata dal padre Giovanni (lunghe macerazioni ed affinamenti in botte grande).

    Un vigneto speciale quello di questo Barolo: è un cru nel cru il Vigneto Rocchette, parte delle Rocche dell’Annunziata, che insiste su terreni mediamente argillosi con esposizione prevalente a meridione, che confina con altri possedimenti che fanno grandissimo il Barolo di queste parti.

    E’ un vino elegante, raffinato, generoso, ancora giovane considerato il suo grandissimo potenziale evolutivo e la necessità di far stabilizzare un tannino vigoroso ma comunque già piacevole. L’ampiezza sia al naso ed al gusto inebria il degustatore, la chiusura lunga e balsamica lo riempie e rende felice.

    Non è dato sapere di quest’annata quante bottiglie siano state prodotte, anche se sappiamo che i numeri sono stati più contenuti rispetto alle annate precedenti: come la regola per tutti i vini di questo straordinario produttore, è sempre difficile trovarli, da qui un’opportunità per degustatori, appassionati e collezionisti da non farsi sfuggire.

    AVAILABILITY: In stock

  • Parlare di Lorenzo Accomasso è come avvicinarsi con grande timore reverenziale al gotha della viticoltura italiana, quella delle tradizioni forti, dell’attaccamento morboso (in positivo) alla propria terra e vigna, quella del “va bene così e non si cambia” e del “prima in vino, poi il mercato”, un sangue autoctono difficile da trovare in giro se non nel microcosmo di La Morra.

    Quante volte il Cavaliere ha respinto persone, curiosi ed interessati, che a pelle non sembrava rispettassero il suo mondo, la sua vita, la sua terra fatta di tre preziosissimi ettari sui quali il Nebbiolo si esprime su livelli perfetti.

    Vini veri quelli di Accomasso, che rispecchiano la tradizione di La Morra ma che parlano anche una lingua sempre attuale, mai vetusti o appesantiti.

    D’altronde il Cavaliere ci ha sempre visto lungo ed abituato a pratiche in vigna inusuali, come la potatura corta a scapito della produzione in quantità, mentre in cantina si sono sempre seguiti i dettami familiari e la strada tracciata dal padre Giovanni (lunghe macerazioni ed affinamenti in botte grande).

    Un vigneto speciale quello di questa riserva, un cru nel cru il Vigneto Rocchette, parte delle Rocche dell’Annunziata, che insiste su terreni mediamente argillosi con esposizione prevalente a meridione, che confina con altri possedimenti che fanno grandissimo il Barolo di queste parti.

    E’ un vino elegante, raffinato, generoso ed ancora giovane considerato il suo grandissimo potenziale evolutivo e ad un tannino presente ma fresco. L’ampiezza sia al naso ed al gusto inebria il degustatore, la chiusura lunga e balsamica lo riempie e rende felice.

    La memoria, intesa come la capacità dell’anima di recuperare “quelle affezioni che un tempo ha provato insieme col corpo”, contribuisce a nobilitare l’importanza dell’annata 2011, non tanto (e solo) per la qualità della materia prima quanto per ricordare e celebrare l’importanza della famiglia: romantica quindi la dedica ai genitori per aver ”trasmesso l’amore e la passione per la Vigna” in occasione della sessantesima vendemmia 2018.

    AVAILABILITY: In stock

  • Parlare di Lorenzo Accomasso è come avvicinarsi con grande timore reverenziale al gotha della viticoltura italiana, quella delle tradizioni forti, dell’attaccamento morboso (in positivo) alla propria terra e vigna, quella del “va bene così e non si cambia” e del “prima in vino, poi il mercato”, un sangue autoctono difficile da trovare in giro se non nel microcosmo di La Morra.

    Quante volte il Cavaliere ha respinto persone, curiosi ed interessati, che a pelle non sembrava rispettassero il suo mondo, la sua vita, la sua terra fatta di tre preziosissimi ettari sui quali il Nebbiolo si esprime su livelli perfetti.

    Vini veri quelli di Accomasso, che rispecchiano la tradizione di La Morra ma che parlano anche una lingua sempre attuale, mai vetusti o appesantiti.

    D’altronde il Cavaliere ci ha sempre visto lungo ed abituato a pratiche in vigna inusuali, come la potatura corta a scapito della produzione in quantità, mentre in cantina si sono sempre seguiti i dettami familiari e la strada tracciata dal padre Giovanni (lunghe macerazioni ed affinamenti in botte grande).

    Una riserva chiamata Annunziata che si basa sulla produzione del tradizionale possedimento di Accomasso, il cru Rocche dell’Annunziata, che insiste su terreni mediamente argillosi con esposizione prevalente a meridione, che confina con altre parcelle che fanno grandissimo il Barolo di queste parti.

    E’ un vino elegante, raffinato, generoso ed ancora giovane considerato il suo grandissimo potenziale evolutivo e ad un tannino presente ma fresco. L’ampiezza sia al naso ed al gusto inebria il degustatore, la chiusura lunga e balsamica lo riempie e rende felice.

    Non è dato sapere di quest’annata quante bottiglie siano state prodotte, sappiamo solo che è difficile, ma anche onorevole, trovare i vini del Cav. Lorenzo Accomasso, da qui un’opportunità per degustatori, appassionati e collezionisti da non farsi sfuggire.

    AVAILABILITY: In stock

  • Parlare di Lorenzo Accomasso è come avvicinarsi con grande timore reverenziale al gotha della viticoltura italiana, quella delle tradizioni forti, dell’attaccamento morboso (in positivo) alla propria terra e vigna, quella del “va bene così e non si cambia” e del “prima in vino, poi il mercato”, un sangue autoctono difficile da trovare in giro se non nel microcosmo di La Morra.

    Quante volte il Cavaliere ha respinto persone, curiosi ed interessati, che a pelle non sembrava rispettassero il suo mondo, la sua vita, la sua terra fatta di tre preziosissimi ettari sui quali il Nebbiolo si esprime su livelli perfetti.

    Vini veri quelli di Accomasso, che rispecchiano la tradizione di La Morra ma che parlano anche una lingua sempre attuale, mai vetusti o appesantiti.

    D’altronde il Cavaliere ci ha sempre visto lungo ed abituato a pratiche in vigna inusuali, come la potatura corta a scapito della produzione in quantità, mentre in cantina si sono sempre seguiti i dettami familiari e la strada tracciata dal padre Giovanni (lunghe macerazioni ed affinamenti in botte grande).

    Un Barolo chiamato Annunziata che si basa sulla produzione del tradizionale possedimento di Accomasso, il cru Rocche dell’Annunziata, che insiste su terreni mediamente argillosi con esposizione prevalente a meridione, che confina con altre parcelle che fanno grandissimo il Barolo di queste parti.

    E’ un vino elegante, raffinato, generoso, ancora giovane considerato il suo grandissimo potenziale evolutivo e la necessità di far stabilizzare un tannino vigoroso ma comunque già piacevole. L’ampiezza sia al naso ed al gusto inebria il degustatore, la chiusura lunga e balsamica lo riempie e rende felice.

    Non è dato sapere di quest’annata quante bottiglie siano state prodotte, anche se sappiamo che i numeri sono stati più contenuti rispetto alle annate precedenti: come la regola per tutti i vini di questo straordinario produttore, è sempre difficile trovarli, da qui un’opportunità per degustatori, appassionati e collezionisti da non farsi sfuggire.

    AVAILABILITY: In stock

  • Parlare di Lorenzo Accomasso è come avvicinarsi con grande timore reverenziale al gotha della viticoltura italiana, quella delle tradizioni forti, dell’attaccamento morboso (in positivo) alla propria terra e vigna, quella del “va bene così e non si cambia” e del “prima il vino, poi il mercato”, un sangue autoctono difficile da trovare in giro se non nel microcosmo di La Morra.

    Quante volte il Cavaliere ha respinto persone, curiosi ed interessati, che a pelle non sembrava rispettassero il suo mondo, la sua vita, la sua terra fatta di tre preziosissimi ettari sui quali il Nebbiolo si esprime su livelli perfetti.

    Vini veri quelli di Accomasso, che rispecchiano la tradizione di La Morra ma che parlano anche una lingua sempre attuale, mai vetusti o appesantiti.

    D’altronde il Cavaliere ci ha sempre visto lungo ed abituato a pratiche in vigna inusuali, come la potatura corta a scapito della produzione in quantità, mentre in cantina si sono sempre seguiti i dettami familiari e la strada tracciata dal padre Giovanni (lunghe macerazioni ed affinamenti in botte grande).

    Un vigneto speciale quello del Cavaliere, parte del cru Rocche dell’Annunziata che insiste su terreni mediamente argillosi con esposizione prevalente a meridione, che confina con altri possedimenti che fanno grandissimo il Barolo di queste parti.

    E la degustazione non smentisce nulla di quanto scritto: l’elegante granato intenso nel bicchiere viene supportato da un naso ampio che rivela dapprima sentori floreali in appassimento, quindi piccoli frutti rossi e sottobosco, quindi un’elegante speziatura con chiusura balsamica.

    In bocca potente ma gentile, sinuoso, con tannino fine, sicuramente presente ma anche fresco e piacevole, mai sopra le righe, prima di un finale lungo e memorabile.

    La memoria, intesa come la capacità dell’anima di recuperare “quelle affezioni che un tempo ha provato insieme col corpo”, contribuisce a nobilitare l’importanza dell’annata 2010, non tanto (e solo) per la qualità della materia prima quanto per ricordare e celebrare l’importanza di Elena Accomasso nella vita del fratello Lorenzo. Scomparsa nel 2016, questa vendemmia è dedicata a lei.

    AVAILABILITY: In stock

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