Cena in terrazza, brindisi estivi

Approfittiamo della bella stagione e degli spazi all’aperto – una terrazza, un giardino, un piccolo balcone o anche una sala con le finestre spalancate – e celebriamo il poter finalmente ritrovare gli amici, la convivialità, un pizzico di spensieratezza estiva. Riguardo al menu, l’idea è quella di rubare meno tempo possibile alla compagnia preparando quasi tutto in anticipo: via libera dunque a piatti da servire freddi o tiepidi. E nel bicchiere? Un brindisi – o anche più d’uno – è d’obbligo e non si può non cominciare la serata stappando una bollicina, magari italiana.

Per sottolineare la gioia del simposio potremmo aprire un Perlé Nero Riserva Ferrari, nella versione magnum se la compagnia è numerosa (o particolarmente assetata). Da uve Pinot Nero in purezza – e non Chardonnay, come di solito accade per i TrentoDoc della cantina trentina – questo Blanc de Noir, floreale e speziato al naso, è estremamente elegante, fresco e minerale e potrebbe funzionare dall’inizio alla fine del pasto. Sarà perfetto per accompagnare la fresca grassezza e rotondità di una bella treccia di bufala.

Per proseguire in maniera leggera e non scontata portiamo in tavola un tabbouleh, l’insalata libanese fatta con il bulgur (grano spezzato), pomodori, succo di limone, cipolla, olio di oliva, molto prezzemolo e menta. Restiamo lontani dalla banalità anche nell’abbinamento scegliendo il bianco di Venissa, l’azienda vitivinicola (e ristorante) sull’isola di Mazzorbo, nella laguna veneziana. Una rarità: dall’antico vitigno autoctono Dorona, è un vino estremamente interessante in cui le note iodate e minerali si sposano alla ricchezza della trama.

Ma un piatto forte è necessario e di certo nessuno resiste davanti a un gustoso primo, anche in questo caso da preparare in anticipo. Chi pensa che la pasta alla Norma possa essere servita solo calda infatti sbaglia: pomodoro, melanzane fritte e ricotta salata non avranno problemi a temperatura ambiente e troveranno un abbinamento interessante in un vino bianco che sappia unire freschezza a struttura. Archetipico, in questo senso, è il Cervaro della Sala di Antinori che traccia una linea diretta tra Umbria e Borgogna, unendo Grechetto e Chardonnay, barrique e acciaio per un vino complesso, sapido, con note di frutta esotica e vaniglia affiancate da quelle di agrumi e pepe bianco. Alternativa più mediterranea è il Fiorduva di Marisa Cuomo, bianco Costa d’Amalfi Doc che nasce dagli scoscesi e suggestivi vigneti terrazzati del fiordo di Furore. Da uve autoctone Fenile, Ginestra e Ripoli, è un vino unico che prende dalle rocce, dal sole e dal mare della Costiera Amalfitana inedite note che si sposano a quelle floreali e fruttate; perfetto con piatti di pesce saporiti, saprà stupire e convincere anche con il classico primo piatto siciliano.

Se non si vuole rinunciare ad aprire una bottiglia di rosso anche in estate, scegliamo una carne da servire fredda – ad esempio un bel roastbeef all’inglese, un piatto “evergreen” con cui non si sbaglia mai – e un vino che ci porta, idealmente, in Sicilia. Non in spiaggia ma sul vulcano catanese, dove nasce (da vigne secolari di uve nerello mascalese e cappuccio a 600 metri d’altitudine) l’Etna Rosso Doc Profumo di Vulcano di Federico Graziani. Complesso, avvolgente ma vivace, con le note di spezie e tabacco sostenute da quelle agrumate e di erbe aromatiche isolane, sa unire mare e montagna e si lascia bere anche su una tavola estiva.

Per concludere la nostra cena in terrazza, perché non puntare su un Vin Santo? Il classico vino dolce toscano non si presta solo ad accompagnare i tozzetti davanti al camino ma può essere abbinato anche a dolci più ricchi come un bel millefoglie, o con gelati golosi come un variegato al caffè o a creme di nocciola e pistacchio. Perfetto a questo scopo il Vin Santo di Montepulciano Doc Occhio di Pernice di Avignonesi. Da uve sangiovese appassite sulle stuoie di bambù e fermentate con una madre (lievito indigeno) tramandata da generazioni per poi riposare dieci anni in caratelli di legno, è un vino dolce speziato e concentrato ma non stucchevole. Ideale per chiudere una bella serata estiva, quando la brezza inizia ad alzarsi ma non si vuole ancora lasciare la piacevolezza della tavola.

– Luciana Squadrilli 07.07.2020

Luciana Squadrilli è giornalista professionista specializzata nell’enogastronomia, collabora con guide e testate italiane e straniere raccontando il lato più buono dell’Italia (e non solo). Editor di Food&Wine Italia e food editor di Lonely Planet Magazine Italia, si occupa con particolare attenzione di pizza e olio, adora lo Champagne ed è autrice di diversi titoli tra cui La Buona Pizza (Giunti) e Pizza e Bolle (Edizioni Estemporanee).

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