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Il ghiottone errante. Viaggio gastronomico attraverso l’Italia

Paolo Monelli e Giuseppe Novello: alle origini della letteratura enogastronomica italiana

Paolo Monelli e Giuseppe Novello: il primo è giornalista e scrittore, dallo spirito gaudente e con una passione colta per il cibo e il vino; il secondo è un disegnatore, astemio, frugale e vagamente ascetico. In comune hanno solo l’esperienza della Grande Guerra, alla quale hanno presso entrambi parte come alpini.

Negli anni Trenta questa bizzarra coppia di amici, viene spedita in giro per l’Italia dal quotidiano torinese La Gazzetta del Popolo, per raccontare ai lettori il paese dalla prospettiva delle osterie e dei vinai.

Un percorso in più tappe, da nord a sud, attraverso le diverse tradizioni enogastronomiche, con tutto il loro carico peculiare di materie prime e preparazioni, ancora per molti versi tutte da scoprire in un’Italia unita già da diversi decenni ma ancora molto “regionale” dal punto di vista delle tradizioni e della cultura del cibo.

Dal Barolo – bevuto alla Morra e definito senza esitazioni da Monelli “il più gran vino del mondo” – fino agli strascinati (ovvero le orecchiette), che diventano oggetto di una digressione quasi poetica, l’esito finale è un racconto a episodi che ha per protagonisti cuochi e cuoche ma anche territori, usanze e rituali legati inscindibilmente a certi cibi e certi sapori. Un racconto godibilissimo, brillante e ancora oggi in gran parte attuale, dove Monelli esprime tutta la sua intelligenza e ironia di consumato bon vivant e Novello – pur nel suo disinteresse apparente per l’enogastronomia – riesce a cogliere l’essenziale con tratto lieve e arguto.

Pubblicato per la prima volta nel 1935, Il ghiottone errante raccoglie tutti gli articoli e le vignette che compongono questo diario di viaggio, aprendo di fatto la strada a un genere – quello della letteratura di viaggio enogastronomica – all’epoca ancora poco frequentato in Italia. L’edizione post bellica del 1947 è quella ripubblicata nel 2016 da Slow Food con una bella introduzione di Carlo Petrini, che spiega cosa ha rappresentato per lui la figura di Monelli e quale sia stata la sua importanza per il giornalismo enogastronomico.

Paolo Monelli, Il ghiottone errante – Viaggio gastronomico attraverso l’Italia, 2016, Slow Food Editore

Il pedante in cucina

Se in cucina c’è Julian Barnes

Cosa succede quando un brillante scrittore come Julian Barnes decide di diventare un cuoco amatoriale degno di questo nome?

Succede che ai fornelli, armato di ricettari e attrezzi vari, troviamo sì un appassionato di cucina ma della specie più pedante e rigorosa, perché abituato – per lavoro – a riflettere sulle parole, a vagliarne peso, sfumature e precisione. E qui iniziano i problemi, perché i libri di cucina si rivelano più insidiosi di quanto si potrebbe sospettare, scatenando nel pedante che si cela in Barnes (e un po’ in tutti noi) una cascata di dubbi, insicurezze, piccole manie e domande, spesso destinate a rimanere senza una risposta univoca.

Per esempio, facile dire “prendete una cipolla media” ma qual è l’inequivocabile sistema di misurazione delle dimensioni delle cipolle? Oppure il classico e all’apparenza innocuo “tocchetto” quanto è grande veramente? E “una spruzzata” di vino quando diventa una pioggia che rischia di compromettere la riuscita del piatto? Per non parlare delle trappole che riservano tempi cottura, temperatura del forno e dimensioni delle pentole.

Tutto questo vi sembra secondario o eccessivo? Ebbene, non dovrebbe essere così, perché, come ci ricorda Barnes, cucinare è «la trasformazione di un’incertezza (la ricetta) in una certezza (la pietanza) facendo un sacco di storie».

Ne Il pedante in cucina, Barnes si mette ai fornelli e, fra un delizioso manicaretto e l’altro, discetta con arguzia e (auto)ironia sul piacere di cucinare e mangiare, dispensando suggerimenti su come costruire la propria libreria culinaria, ripercorrendo i libri di cucina di grandi maestri della narrativa gastronomica come Elizabeth David, Jane Grigson, Mrs Beeton e Pomiane e ricordandoci, con garbo, che tutti nascondiamo in cucina un cassetto dei misteri, dove affastelliamo senza una reale ragione gli oggetti più disparati e inutili, senza mai trovare la forza di buttarli.

Il Pedante in cucina raccoglie gli articoli dell’omonima rubrica (The Pedant in the Kitchen) tenuta da Julian Barnes su The Guardian per diversi anni.

Julian Barnes, Il pedante in cucina, 2020, Einaudi

– Redazione 27.10.2020

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