Mecenatismo tra le vigne

Vino e arte come espressione della creatività e dell’intelletto umani: una visione genuinamente umanistica che ha portato diverse cantine italiane a farsi promotrici di progetti artistici di ampio respiro e di grande valore culturale. Inscindibilmente legati ai luoghi che li hanno generati, questi progetti nascono per essere condivisi con il pubblico, perché proprio come la fruizione del vino anche quella dell’arte trova nella socialità e nelle relazioni la sua dimensione più vera e profonda.

Castello di Ama — Daniel Buren

Nel 1999, con grande lungimiranza, Lorenza Sebasti e Marco Pallanti hanno scelto di aprire il loro Castello di Ama all’arte contemporanea, creando – anno dopo anno – una collezione permanente che dialoga con lo spirito e le suggestioni dell’ambiente naturale e architettonico della tenuta. Ogni anno, infatti, seguendo il ritmo delle vendemmie, un grande artista viene invitato a concepire e a realizzare un’opera o installazione ispirata al Genius Loci. Nel tempo si sono susseguiti Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Anish Kapoor, Cristina Iglesias, Louise Bourgeois, Miroslav Balka e altri ancora che hanno reso questo luogo – rimasto intatto per secoli – ancora più magico.

Castello di Ama — Daniel Buren

Sempre in Toscana, nel 2012, Tiziana Frescobaldi ha dato nuovo slancio allo storico mecenatismo di famiglia con Artisti per Frescobaldi, un premio biennale d’arte contemporanea che, a ogni edizione, invita tre artisti a interpretare la Tenuta di CastelGiocondo. Il premio, che ha l’obiettivo di sostenere e dare spazio a giovani artisti non ancora affermati, è curato da Ludovico Pratesi, mentre la giuria, che assegna il premio, cambia ad ogni edizione ed è sempre formata da tre direttori di musei d’arte contemporanea. Nel 2017, Tiziana Frescobaldi ha voluto far confluire le opere di Artisti per Frescobaldi in una collezione permanente aperta al pubblico e allestita all’interno della tenuta di CastelGiocondo.

Tiziana Frescobaldi e Ludovico Pratesi

Nel 2018 il premio è stato vinto dall’artista svizzera Sonia Kacem con l’opera Les Grandes. Mentre a gennaio di quest’anno sono stati comunicati i nomi dei tre artisti selezionati per il 2020: il canadese Andrew Dadson, l’americana Erica Mahinay e l’italiano Gian Maria Tosatti. La premiazione avverrà a Milano il prossimo settembre.

Artisti per Frescobaldi supporta, infine, iniziative dedicate all’arte contemporanea italiana attraverso il ricavato delle edizioni limitate e numerate delle bottiglie di CastelGiocondo Brunello di Montalcino. Queste bottiglie per collezionisti sono rese uniche dalle etichette disegnate dai tre artisti protagonisti di ogni edizione del premio.

Artisti per Frescobaldi 2018 – Magnum di CastelGiocondo Brunello di Montalcino (annata 2013)

Dal 2009, Ornellaia festeggia la presentazione di ogni sua nuova annata con Vendemmia d’artista. Il progetto si articola in due parti: la prima vede la commissione a un grande artista di un’opera destinata alla tenuta di Bolgheri e ispirata al carattere dell’annata; la seconda prevede che in ogni cassa di Ornellaia sia presente una bottiglia con un’etichetta disegnata dallo stesso artista e che venga realizzata un’edizione limitata di 111 bottiglie di grande formato, da lui numerate e firmate. Queste 111 bottiglie vengono in seguito battute all’asta e il ricavato viene devoluto a un progetto di arte contemporanea.

Nel 2019 (annata 2016), Ornellaia ha affidato Vendemmia d’artista a Shirin Neshat, il ricavato della vendita all’asta delle bottiglie firmate dall’artista e attivista iraniana è stato destinato a Mind’s Eye, il progetto della Guggenheim Foundation che aiuta le persone con disabilità visive ad avvicinarsi all’arte grazie l’uso di tutti i sensi. Nel 2020 (annata 2017) tocca a Tomàs Saraceno.

Antinori è un’altra grande famiglia del vino italiano da sempre legata al mondo dell’arte, come testimonia il suo stemma realizzato agli inizi del Cinquecento dalla bottega dello scultore e ceramista fiorentino Giovanni della Robbia. Nel 2012, con l’inaugurazione della nuova cantina nel cuore del Chianti Classico, la famiglia ha scelto di spostare qui e mettere a disposizione dei visitatori parte della sua secolare collezione di dipinti, ceramiche, manoscritti e altri manufatti artistici. Con uno sguardo al presente, inoltre, è stato contestualmente avviato l’Antinori Art Project, una piattaforma di commissioni biennali a giovani ma già affermati artisti. Dal 2014 la direzione del progetto è affidata a Ilaria Bonacossa.

Impossibile, infine, non ricordare la passione di Maurizio Zanella – fondatore e presidente di Ca’ del Bosco – per la scultura contemporanea e il suo desiderio di creare, nei luoghi dell’azienda, un continuum emozionale e sensoriale, capace di fondere vino, arte e ambiente naturale. 

Nel corso del tempo, ha così preso vita negli spazi (esterni e interni) della cantina un vero e proprio percorso immersivo, che inizia fin dall’ingresso, con il Cancello solare in bronzo dorato di Arnaldo Pomodoro, per proseguire – senza soluzione di continuità – con opere di Igor Mitoraj, Stefano Bombardieri, Mimmo Paladino e tanti altri.

Redazione 07.04.2020

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