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The winefully Magazine

Bollicine di Natale: i consigli di Roberto Anesi

È cosa nota che Natale e Capodanno facciano rima con le bollicine, che in questo periodo vengono consumate in maniera più copiosa che nel resto dell’anno. Si dice addirittura che statisticamente l’80% dei “botti” avvenga proprio in questo particolare momento. È altresì noto che Roberto Anesi sia un grande sommelier con una particolare predilezione per le bollicine. Per questo motivo gli abbiamo chiesto alcuni consigli per questo Natale che sarà sicuramente un po’ anomalo ma che proprio per questo necessita di essere festeggiato a dovere, nonostante tutto.

Ecco alla nostra richiesta di suggerimenti da mettere sotto l’albero oppure sulla tavola, cosa ha risposto. Ho pensato di proporvi una selezione di tre bottiglie imperdibili, qualcosa di prezioso da mettere in cantina come regalo speciale o da acquistare per sé e da aprire proprio per una grandissima occasione. Mentre ho selezionato due bottiglie che, invece, si possono godere fin da subito e che rappresentano, sicuramente, una bella sorpresa se stappate durante il periodo delle feste.

Giulio Ferrari, Riserva del Fondatore 2008. Siamo in Trentino, nella patria delle bollicine di montagna e ci troviamo di fronte alla massima espressione della capacità e del sapere che la famiglia Lunelli, da ormai settant’anni al timone dell’azienda Ferrari, può mettere in campo. Un Trentodoc affascinante che racconta l’espressione di un vigneto unico, quello di Maso Pianizza, situato sulle colline sopra Trento e circondato da una rigogliosa vegetazione boschiva. Viticoltura biologica, selezione dei migliori grappoli di Chardonnay, vitigno arrivato in Trentino dalla Francia ben centoventi anni fa grazie proprio a Giulio Ferrari, lungo affinamento sui lieviti di dieci anni per dare origine ad un prodotto che, se conservato nelle vostre cantine in condizioni ideali, saprà esprimersi e meravigliarvi per il prossimi quindici o vent’anni senza nessun problema.

Un’icona perché: per l’esaltazione dello Chardonnay di montagna, proveniente da un singolo vigneto e perché la vendemmia 2008 resterà nella memoria per tanto tempo! Dom Pérignon, Plenitude 2 2002. Ispirazione è la parola chiave, il concetto fondamentale sul quale è si basa la produzione di questa azienda del territorio di Champagne. Dom Pérignon è da sempre un prodotto raro, vinificato solo nelle grandi annate, circa quarantadue volte dal 1921 ad oggi, anno della prima edizione della bottiglia “con lo scudo”. La cuvée è ottenuta da Chardonnay e Pinot Nero. Questo P2, dove Plenitude sta per pienezza, si differenzia dalla tradizionale bottiglia per via della sosta sui lieviti protratta per un periodo molto più lungo, fino addirittura a sedici anni. Un arco di tempo che permette di entrare in quella che la Maison definisce la seconda finestra di espressione, la fase che viene rinominata come quella “dell’energia”, che va a sviluppare delle nuove complessità aromatiche. Pensate che su cento bottiglie di Dom Pérignon prodotte solo cinque diventano P2.

Un’icona perché: per la grande complessità donata dalla lunga sosta sui lieviti che si fonde con una freschezza magistrale.

Uberti, Dequinque. Torniamo in Italia con quello che è un prodotto davvero singolare, proveniente da un altro territorio importante per la produzione della bollicina di casa nostra, la Franciacorta. L’azienda Uberti vanta una lunga tradizione e una storia di oltre quaranta anni, che sottolinea il rigore e la passione che da sempre accompagna l’omonima famiglia proprietaria.

La particolarità di questo Metodo Classico è quella di non essere prodotto da un unico millesimo, o da una singola vendemmia che dir si voglia, ma da più annate diverse. È un concetto forse al quale non siamo così abituati ma che possiamo ricollegare a quella che è la storia della spumantizzazione, che in passato era soprattutto orientata verso l’arte dell’assemblaggio, non solo tra vitigni diversi ma anche tra annate diverse. Ecco che qui lo Chardonnay di ben dieci vendemmie (2002 – 2011) si veste della ricchezza dell’affinamento in legno e si allea con la lunga sosta sui lieviti per sviluppare una sinergia speciale, che si esprime con delle complessità sfaccettate e molto singolari.

Un’icona perché: è un progetto un po’ fuori dagli schemi che punta ad esaltare la complessità aromatica dello Chardonnay a tutto tondo. Queste tre grandi bottiglie possono esprimersi fin d’ora a livelli altissimi ma sapranno regalare emozioni se conservate ancora per qualche tempo. Ma se, come dicevamo prima, voleste scegliere una bottiglia da stappare durante questo periodo di festa, trovarla nella pienezza della sua forma e goderne a pieno con gli amici?

Il mio consiglio (P2 a parte), è di orientarvi sul formato magnum, ideale per la bollicina in termini di piacevolezza della beva data da una fermentazione che, nel doppio del volume, riesce a sviluppare una cremosità del perlage davvero eccellente.

Louis Roederer, Brut Premiere Deluxe Magnum. È per me uno degli champagne di riferimento perché rappresenta forse uno dei prodotti con i quali mi sono avvicinato a questo mondo ormai più di vent’anni fa. Composto dalla classica cuvée del territorio francese, con Chardonnay, Pinot Nero e Meunier, coniuga la freschezza e l’eleganza come pochi altri champagne base, perché alla fine di questo si tratta.

Il brindisi perfetto perché: è un prodotto dall’ampio ventaglio di abbinamenti e dalla piacevolezza garantita! Ferrari, Riserva Lunelli 2009. Concludo, come ho iniziato, con la mia terra (il Trentino), per raccontare un prodotto di Casa Ferrari che si distingue dal resto della gamma in produzione per una caratteristica importante, che è l’utilizzo del legno nella base. Lo Chardonnay, infatti, viene affinato in botti di rovere austriaco e successivamente conservato sui lieviti per tanti anni, sette per la precisione.

Il brindisi perfetto perché: la morbidezza che va a coniugarsi con la freschezza della bollicina di montagna regaleranno un’esperienza davvero elegante al palato e particolarmente eclettica rispetto agli abbinamenti (tipici e non) delle festività.

Redazione 02.12.2020