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Aglianico del Vulture Titolo by Amphora 2017 Magnum

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  • Ciabot Mentin di Clerico è un grande rosso DOCG, un Barolo di grande struttura, eleganza e sorprendente longevità. Molti sostengono addirittura che bisognerebbe acquistarlo e dimenticarlo in cantina qualche anno per scoprirne tutte le potenzialità e le meravigliose espressioni.

    Siamo nel comune di Monforte d’Alba, nella cantina Domenico ClericoCiabot Mentin si ottiene dall’omonimo vigneto inserito all’interno del Cru Ginestra dove una parte di territorio ha preso il nome da una piccola casa di campagna – “ciabot” – che fu di proprietà dei fratelli Fiore e Mentin.
    Il suolo ricco di calcareargilla trasferisce ai Vini toni balsamici, conferendo un tannino delicato ma piacevolmente duro, tipico dei cru di questo comune.

    Ciabot Mentin è indubbiamente un’espressione di grandissima finezza e di elevatissima classe.
    Basti pensare che le sue uve sono selezionate da vigne di oltre 50 anni, una nobiltà che parte dalla materia prima. Alla macerazione segue un lungo affinamento in barrique e in botti di rovere francese (24/30 mesi), e infine una maturazione di circa 2 anni in bottiglia.

    Si ottiene così ad un Barolo di un colore rosso granato intenso. Al naso inebriano profumi marcati di frutta rossaamarena prugna, un profilo aromatico robusto con note di rovere, eucaliptocaffè liquirizia. Al palato conferma ogni aspettativa: un gusto intenso, coinvolgente, nobile e persistente.

    A conferma dell’eccellete raffinatezza che lo distingue, Ciabot Mentin ha già ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica enologica nazionale ed internazionale.

    Un vino conviviale… i vostri ospiti certamente lo apprezzeranno.

    AVAILABILITY: In stock

  • Accanto al Tenuta di Trinoro, è l’altro vino di punta della Tenuta.
    All’inizio era, dal 1997 al 1999 a volte, assemblato insieme al Cabernet Franc, ma Andrea Franchetti, sempre esigente, non ne era soddisfatto. Per dieci anni decise di non produrlo, ma nel 2009 una vendemmia particolarmente favorevole al Merlot fu di ispirazione per una realizzazione di un Palazzi monovarietale. Ecco che questo vino diventa un grandissimo prodotto che unisce le caratteristiche di vitigno internazionale a quelle di un terroir straordinario che sa emozionare.
    Un calice che già al colore mostra la sua aristocraticità, un bellissimo rosso granato intenso. Al naso un fruttato senza fine di piccoli frutti di boscocassismirtillimora, e prugna, girandolo nel bicchiere emergono anche delicate note di spezie dolci vanigliacardamomo, e sfumature minerali come la grafite. Il sorso è succoso, saporito e pieno, tannini dolci e estremamente vellutati, non manca la freschezza. Il finale è lunghissimo, quasi a non voler lasciare i pensieri di chi lo assaggia.

    Appena 1660 bottiglie, frutto di una resa per ettaro di 25HL!

    AVAILABILITY: In stock

  • È un blend mai uguale a sé stesso, ma varia a seconda dell’annata e dell’intuito del suo produttore. Andrea Franchetti è il gemello dei suoi vini: ricchi, concentrati e profondi.

    Nel bicchiere il vino si presenta di un color rosso rubino dalla massa molto concentrata, con già qualche accenno di granato nell’unghia, e consistente. Portandolo al naso si possono subito apprezzare note di una frutta croccante dalla buccia scura, prugnemirtillimore, aprendosi si svelano sentori più complessi che rimandano alle erbe officinali, il secondo naso regala accenni di fiori essiccati ed erbe aromatiche. In bocca è vellutato, avvolgente e morbido, i tannini dolci e eleganti formano una trama fitta e compatta. Ben percepibile anche la freschezza sotto forma di una succosa arancia sanguinella insieme a note ferrose.
    L’evoluzione di questo grande vino continuerà in bottiglia almeno per i prossimi dieci anni.

    AVAILABILITY: In stock

  • Elena Fucci è tra le prime a proporre un Aglianico in purezza affinato in anfora, con un sorprendente risultato finale.

    In linea con l’approccio di Elena all’Aglianico, difatti, troviamo ancora una volta un metodo di vinificazione non tradizionale che strizza l’occhio alle ultime tendenze del mercato, ma sempre ponendo davanti a tutto la materia prima ed il profondo rispetto a lei dovuto.

    Codesto rispetto è anche figlio della sua storia, sicuramente affascinante, e di quella di famiglia, che ha caratterizzato la vita (e le scelte) di Elena Fucci nel portare ai massimi livelli espressivi un’uva così importante e comunque difficile da domare per le sue caratteristiche intrinseche.

    Fermentato in anfora a temperatura controllata con macerazione sulle bucce per 12/13 giorni con periodici delestage e rimontaggi, il mosto effettua la malolattica sempre in anfora prima di riposare fino a 18 mesi e quindi concludere il proprio affinamento in bottiglia.

    Incredibile la degustazione: si presenta subito come un vino nobile, consistente, di un rubino tendente già al granato ed un naso ampio che spazia dal pepe nero al tabacco al ribes in confettura, con un accenno di sottobosco e base minerale. In bocca è equilibrato, con l’acidità che ben pareggia i tannini, comunque fitti ma non spigolosi. Mineralità e persistenza chiudono il sorso con riduzione della potenza testé sprigionata in bocca.

    Solo 36 le magnum prodotte per quest’annata! In esclusiva su Winefully.

    AVAILABILITY: In stock

  • L’Aglianico è un’uva con un passato dibattuto ma sicuramente antico, importata probabilmente dai Greci e già categorizzata dai Romani tra le gloriose “viti aminee” che resero famosi i vini della Campania Felix. Svariati i biotipi oggi identificati senza però ravvisare differenze sostanziali tra l’Aglianico campano e quello del Vulture, dove è stato impiantato viste le distanze limitate con le zone vocate dell’Irpinia e le similitudini a livello di suoli d’impianto.

    Interprete che ha rivisto la tradizione del Vulture in chiave moderna, Elena Fucci ci consegna un Aglianico in purezza affinato in legno in linea con i dettami della DOCG di appartenenza.

    I vigneti siti a 600 metri d’altitudine con esposizione Sud/Sud-Est sono impiantati su strati di pozzolana, lapilli e ceneri vulcaniche intervallate ad argille sempre di origine vulcanica. Terminata la fermentazione alcolica e la macerazione sulle bucce in acciaio, il mosto effettua la fermentazione malolattica in legno prima di riposare fino a 24 mesi e quindi concludere il proprio affinamento in bottiglia.

    La degustazione è sorprendente: si presenta subito come un vino nobile, consistente, di un rubino tendente già al granato ed un naso ampio che spazia dalle erbe aromatiche a note speziate di tabacco biondo e vaniglia, alla ciliegia e marasca in confettura, con un accenno di sottobosco e base minerale. In bocca è equilibrato, con una veemente freschezza che ben pareggia i tannini, comunque fitti ma non spigolosi. Mineralità e persistenza chiudono un finale molto lungo e piacevole.

    La 2017 è stata un’annata fortunata per l’Aglianico, con rese qualitative eccezionali sebbene caratterizzate da una diffusa riduzione delle quantità.

    Circa quattrocento le bottiglie prodotte di questa DOCG a cui se ne aggiungono 333 in formato magnum.

    AVAILABILITY: In stock

  • Sono ormai vari anni che Elena è assorta alle cronache come produttrice di riferimento della Basilicata ed esponente di una DOCG che sta crescendo esponenzialmente grazie alla qualità del prodotto finito, alle proprietà intrinseche di un’uva che dà il suo meglio su suoli vulcanici ed al grande lavoro svolto da tanti piccoli produttori che sgomitano per far affermare il “Barolo del Sud” a livello internazionale.

    Le sue vigne, di età variabile tra i 55 e 70 anni, vengono curate in regime biologico e portare a vendemmia manuale tra la fine di Ottobre e gli inizi di Novembre a causa della maturazione tardiva dell’Aglianico. Nella sua versione “Riserva”, il Titolo matura ben 3 anni in legno, prima di iniziare un ulteriore affinamento di un anno in bottiglia.

    La degustazione è un’esperienza sensoriale: si presenta subito come un vino cupo, austero, consistente, di un rubino con chiare sfumature granato poco trasparente ed un naso ampio che spazia dalla mora in confettura alla frutta secca a forti note minerali riconducibili a cenere e pietre frantumate. In bocca è equilibrato ma potente, fresco ma con una trama tannica assolutamente importante ed un’astringenza ben attutita. Assolutamente minerale, si chiude in un finale lunghissimo che riempie la bocca ed il corpo.

    La 2016 è stata un’annata regolare che ha portato una vendemmia ricca in quantità ed anche qualità, di cui ha beneficiato anche l’Aglianico più selezionato, vendemmiato a perfetta maturazione fenolica.

    Circa quattrocento le bottiglie prodotte di questa DOCG a cui se ne aggiungono solo 200 in formato magnum che vi proponiamo in esclusiva.

    AVAILABILITY: In stock

  • A Lenzuolo Bianco, frazione di Oslavia, Collio Goriziano, il vino si fa da sempre, indifferentemente a come il confine con la Jugoslavia prima e con la Slovenia poi si è spostato negli anni. La tradizione è forte e gli uomini lo sono ancora di più in questo lembo l’Italia che parla sloveno e che da ormai svariati anni è diventata la culla dei vini prodotti come agli albori della civiltà e che oggi sono spesso etichettati come vini naturali o artigianali.

    Joško Gravner ha fatto e fa ancora oggi la storia di Oslavia: il suo vino è il suo pensiero, ed il suo pensiero è il suo modo di stare nel mondo.

    Pochi vignaioli hanno rivoluzionato il modo di far vino di un’intera regione come Gravner e pochissimi, forse nessuno, l’hanno fatto più di una volta. Scelte radicali hanno introdotto tecniche di vinificazione nuove e focalizzato l’attenzione sulle uve autoctone: ne è un bellissimo esempio il Rosso Breg, da uve Pignolo in purezza.

    Un’uva friulana, il Pignolo, che ha rischiato di scomparire nel ventesimo secolo e che è stata recuperata per celebrarne la rinascita dagli anni ottanta in poi, oggi fatta propria da Gravner in un’accezione di purezza estrema, dalla vigna fino alla bottiglia.

    Un interprete del biodinamico più puro Gravner, fatto non solo di rispetto verso la natura ed i suoi ritmi ma anche di un proprio contributo all’ambiente circostante per incentivarne la biodiversità e contribuire alla generazione di serenità.

    Se in vigna la natura fa da sé e l’uomo si limita soltanto a raccogliere i frutti quando pronti, come nel caso della vendemmia 2006 terminata verso la metà di Ottobre concludendo un’annata da manuale dal punto di vista meteorologico, con uve sane e molto promettenti, in cantina Joško si affida alla tradizione millenaria caucasica, facendo fermentare e macerare le uve in anfore interrate per alcune settimane, prima di svinare, torchiare e far riposare nuovamente il mosto in anfora per cinque mesi. Nel silenzio, buio e tranquillità di una splendida cantina scavata nella roccia il vino cresce nei Qvevri e lentamente si trasforma, prima di uscire dalla terra per affidarsi al rovere per cinque lunghi anni prima del meritato riposo in bottiglia.

    E’ un processo lineare, semplice, che non prevede chiarifiche né filtrazioni, solo una minima aggiunta di solforosa perché il prodotto naturale dell’uva fermentata non è vino ma aceto.

    Il Rosso Breg 2006, in quanto primo rosso fermentato in anfora, è già un divo alla nascita, e come tale si fa attendere dal mercato ben 14 anni dalla vendemmia, per poi comparire in sole 700 ambitissime magnum.

    E’ un vino che non si dimentica, impatta il degustatore da subito con la sua storia ben tradotta in complessità olfattiva e robustezza: granato scuro e per nulla trasparente, si presenta speziato, con sentori di tabacco, sottobosco, frutti rossi maturi ed uva passa. In bocca è muscoloso ma elegante, con un tannino percettibile ma ben smussato nei suoi angoli, ancora fresco e ben minerale.

    Il finale non si dimentica facilmente e forse non vi è alcuna volontà a farlo, nel rispetto dei tempi dilatati di un produttore che tenta di riportarci alla semplicità e al piacere delle cose semplici, come bere un bicchiere di vino in compagnia.

    AVAILABILITY: In stock

  • Una zona relativamente nuova ma particolarmente promettente dal punto di vista enologico, un disegno imprenditoriale forte e ben strutturato che può già contare sulla fortunata esperienza di Castiglion del Bosco, un grande rispetto verso la natura, i suoi tempi ed il suo equilibrio: se ne potrebbero citare anche altri ma già questi aspetti ben introducono Tenuta Prima Pietra ed il grande lavoro che viene fatto di continuo per la sua crescita ed affermazione sui mercati più esigenti.

    La Tenuta ha sede presso la località I Prati nel comune di Riparbella, un territorio che guarda la valle del fiume Cecina a meridione ed il mare con l’arcipelago toscano a ponente. Sede del vigneto più alto della costa toscana, Tenuta Prima Pietra ha da qualche anno affiancato alla sua omonima linea classica un’eccellenza in stile bordolese a tiratura limitata, fortemente voluta da Massimo Ferragamo.

    Permassimo nasce appunto come classico blend bordolese con preponderanza di Cabernet Sauvignon, residuo di Franc ed un minimo saldo di Merlot. Le vigne, impiantate fino a 450 metri d’altezza con esposizione a Sud/Sud-Ovest, beneficiano di luce continua, sono protette dai venti di levante che spirano dall’interno spesso portando temperature più fredde ed invece beneficiano di quello che più a sud si chiama “ponentino”, ovvero le brezze marine. L’altitudine fa il resto, garantendo una buona escursione termica nei mesi caldi così da permettere una maturazione più lenta e concentrata, anche grazie all’elevata densità di ceppi per ettaro.

    Splendidi i terreni su cui insiste Tenuta Prima Pietra: il vicino Poggio Nocola fornisce elementi ferrosi e minerali che il terreno argilloso fa suoi e che trasmette alle uve donando complessità ed eleganza, aiutando i tralci nei periodi di maggior stress idrico.

    Beneficiando di un’annata benigna in tema meteorologico con un’estate calda alternata a brevi precipitazioni agostane, le uve del Permassimo sono arrivate a vendemmia nella seconda decade di Settembre senza squilibri o eccessi, in ottime condizioni per vinificare e affinare separatamente prima del blend finale.

    Il risultato è un vino raffinato, elegante, complesso, con un colore molto vivo e concentrato nel bicchiere, un naso che sprigiona forti sentori di frutta rossa croccante e polposa, note minerali lievemente ferrose e chiusura erbacea che ricorda la macchia mediterranea. Tannini finemente cesellati accompagnano un sorso dove la morbidezza si equilibra bene con acidità e mineralità, a supporto di un corpo robusto ed una chiusura intensa e decisamente persistente.

    Solo 100 i formati magnum prodotti in quest’annata.

    AVAILABILITY: In stock

  • Una zona relativamente nuova ma particolarmente promettente dal punto di vista enologico, un disegno imprenditoriale forte e ben strutturato che può già contare sulla fortunata esperienza di Castiglion del Bosco, un grande rispetto verso la natura, i suoi tempi ed il suo equilibrio: se ne potrebbero citare anche altri ma già questi aspetti ben introducono Tenuta Prima Pietra ed il grande lavoro che viene fatto di continuo per la sua crescita ed affermazione sui mercati più esigenti.

    La Tenuta ha sede presso la località I Prati nel comune di Riparbella, un territorio che guarda la valle del fiume Cecina a meridione ed il mare con l’arcipelago toscano a ponente. Sede del vigneto più alto della costa toscana, Tenuta Prima Pietra ha da qualche anno affiancato alla sua omonima linea classica un’eccellenza in stile bordolese a tiratura limitata, fortemente voluta da Massimo Ferragamo.

    Permassimo nasce appunto come classico blend bordolese con preponderanza di Cabernet Sauvignon, residuo di Franc ed un minimo saldo di Merlot. Le vigne, impiantate fino a 450 metri d’altezza con esposizione a Sud/Sud-Ovest, beneficiano di luce continua, sono protette dai venti di levante che spirano dall’interno spesso portando temperature più fredde ed invece beneficiano di quello che più a sud si chiama “ponentino”, ovvero le brezze marine. L’altitudine fa il resto, garantendo una buona escursione termica nei mesi caldi così da permettere una maturazione più lenta e concentrata, anche grazie all’elevata densità di ceppi per ettaro.

    Splendidi i terreni su cui insiste Tenuta Prima Pietra: il vicino Poggio Nocola fornisce elementi ferrosi e minerali che il terreno argilloso fa suoi e che trasmette alle uve donando complessità ed eleganza, aiutando i tralci nei periodi di maggior stress idrico.

    Beneficiando di un’annata benigna in tema meteorologico con un’estate calda alternata a brevi precipitazioni agostane, le uve del Permassimo sono arrivate a vendemmia nella seconda decade di Settembre senza squilibri o eccessi, in ottime condizioni per vinificare e affinare separatamente prima del blend finale.

    Il risultato è un vino raffinato, elegante, complesso, con un colore molto vivo e concentrato nel bicchiere, un naso che sprigiona forti sentori di frutta rossa croccante e polposa, note minerali lievemente ferrose e chiusura erbacea che ricorda la macchia mediterranea. Tannini finemente cesellati accompagnano un sorso dove la morbidezza si equilibra bene con acidità e mineralità, a supporto di un corpo robusto ed una chiusura intensa e decisamente persistente.

    Sono poco più di 2500 le bottiglie prodotte nell’annata 2017

    AVAILABILITY: In stock

  • Raro è un aggettivo che si applica a ciò che è difficile da trovare e che, di conseguenza, ha la caratteristica di essere richiesto, ricercato, ambito. I numeri aiutano la comprensione piena di tale concetto fornendo una scala che dimensiona quanto limitato è un esemplare rispetto al totale di tali esemplari.

    Il resto, in questo caso specifico, lo fa la famiglia Ferragamo: con la creazione dal 2013 della Collezione Zodiaco si avvia un appuntamento annuale in cui si onora l’oroscopo cinese dedicando un’edizione limitata, ed appunto rara, di Brunello di Montalcino ad uno degli animali che compongono il ciclo di 12 anni riferimento della cultura cinese, nella quale veste un’importanza ben maggiore che nella tradizione occidentale. Ogni anno un famoso artista contemporaneo cinese crea e firma un’etichetta unica ripetuta sulle poche bottiglie che Castiglion del Bosco rilascia al pubblico tramite canali dedicati e che collezionisti da tutto il mondo si contendono.

    Il Brunello di Montalcino Riserva 2013, firmato da Aaron Gan, è reso disponibile nel 2020, ovvero nell’anno del Topo, in soli 688 esemplari magnum. Le gentili pennellate ad acquerello rappresentano gli acini d’uva come simbolo dell’abbondanza, mentre il topo, con lo sguardo volto verso l’alto, simboleggia la speranza verso un futuro migliore.

    Figlio di un’annata fresca e piovosa per molti mesi dell’anno controbilanciata da un’estate comunque calda che ha portato a maturazione perfetta le uve di Sangiovese selezionate manualmente dai vigneti più vocati della tenuta, Zodiaco parla la lingua del territorio fatta di una forte presenza di galestro che apporta un piacevole slancio minerale.

    E’ un vino di carattere, con una forte personalità e che nobilita i tratti più positivi dell’annata 2013, risultando fresco al palato ma comunque ampio al naso, spaziando dalla frutta rossa matura e con nuance sotto spirito a note agrumate, di spezie dolci ed ovviamente minerali. I tannini sono robusti ed eleganti, forti dei 3 anni in barrique,  e danno spessore al vino garantendo una lunga vita in bottiglia, così da smussare qualche angolo ancora acuto o deliziando degustatori dalla beva potente prima di un finale elegantemente persistente, ça va sans dire.

    Zodiaco 2013 non è solo un grandissimo vino ma una vera e propria opera d’arte

    AVAILABILITY: In stock

  • In linea con la tradizione vinicola della sua regione, storica produttrice di eccellenti vini rosati, il Cerasuolo d’Abruzzo di Valentini non si limita a confermare la predisposizione del Montepulciano d’Abruzzo alla macerazione sulle bucce ma va ben oltre, nello stile Valentini, diventando un vino massima espressione della potenza e freschezza di un’uva rossa spesso sottovalutata.

    Uno delle sole tre tipologie di vino prodotte dalla nobile famiglia, già considerato tra i 50 migliori vini del mondo nel 2016 (annata 2014), il Cerasuolo d’Abruzzo non ha rivali tra i rosati fermi prodotti in Italia grazie alla cura maniacale dell’artigiano Francesco Paolo sia in vigna che in cantina, alla poca invasività della tecnologia nel fare vino ed all’utilizzo della botte grande sia per la fermentazione che l’affinamento.

    Primari, secondari e terziari: non manca nessuno all’appello degli aromi, si lascia al degustatore il piacere di spaziare supportato egregiamente da freschezza, morbidezza e mineralità, ed infine una persistenza che si perde nell’orizzonte lontano del Mar Adriatico.

    AVAILABILITY: In stock

  • Nobile come le origini della famiglia Valentini, stanziale in Abruzzo dal diciassettesimo secolo e che ha donato molte personalità di spicco alla comunità locale, il Trebbiano è uno dei più importanti bianchi italiani, già insignito del titolo di miglior vino d’Italia nel 2011 per l’annata 2007.

    La massima espressione di una delle uve bianche più coltivate nel Centro Italia, il Trebbiano di Valentini è diventato di diritto un vino leggendario, di quelli da custodire gelosamente in cantina e tramandare alle proprie generazioni a fini di educazione vinicola. Storico poiché coltivato da centinaia di anni nell’areale aprutino e dalle generazioni della famiglia Valentini che si sono succedute nei secoli, trasmette appieno la filosofia artigiana di Francesco Paolo, oggi alla guida dell’azienda. Vendemmia manuale, uso esclusivo dei grappoli migliori, fermentazione spontanea, lieviti indigeni, temperatura non controllata, assenza di chiarifiche o filtrazioni: sono solo alcune delle fasi tipiche di quanto vi è dietro questo capolavoro, contraddistinto da complessità, generosità ed ampiezza, con un finale lunghissimo, acido e sapido a conferma del grandissimo potenziale di invecchiamento.

    AVAILABILITY: In stock

  • L’etichetta va dal rosso al giallo e accomuna “Colore Bianco” e “Colore Rosso, un vino molto caro a Bibi Graetz, a tiratura limitatissima, nato dall’unione di 3 barrique di SangioveseCanaiolo e Colorino.
    Un rosso rubino intrigante così come il suo bouquet, al naso eleganti sentori di bacche di rovo, si fanno spazio tra note speziate e pepate con dei richiami alla torrefazione e al cuoio. In bocca è potente, vibrante, con tannini vivaci e scalpitanti e una elegantissima trama acida. Persistente, armonico e una lunghissima persistenza gusto olfattiva. Un vino che richiama sia il territorio sia i vitigni d’origine, abbiamo quindi, come dice lo stesso Bibi Graetz, la struttura del Sangiovese, la pienezza di frutto del Colorino e il pepe verde del Canaiolo.
    Un vino che sa di Toscana e che regala sensazioni uniche al naso, ma soprattutto in bocca.

    AVAILABILITY: In stock

  • Bibi Graetz astro nascente della viticultura toscana, artista che ha saputo tramettere nel suo vino il suo talento. Innamorato delle sue vigne che cura con passione così come quando parla delle sue “creature”. Il Testamatta Rosso, dichiarato miglior vino rosso al mondo al Challenge International du Vin di Bordeaux nella sua annata 2001, è espressione autentica del Sangiovese in purezza delle colline di Fiesole, a nord di Firenze.
    Il calice si presenta di un rosso rubino luminoso, il bouquet è schietto e sincero, come il suo creatore. Subito le note di ciliegiaamarenaribes rosso e chinotto, seguono poi quelle di spezie dolci come vaniglialiquiriziatabaccocuoiorosmarino e chiodi di garofano. Il sorso è elegante e appagante, tannini setosi, con una buona freschezza che richiama il naso agrumato e vira su un’arancia sanguinella e succo di cranberry.
    Ottima persistenza, ogni sorso chiama l’altro e quasi ti viene voglia di accompagnarlo a una bella e classica bistecca alla fiorentina, naturalmente al sangue.

    AVAILABILITY: In stock

  • L’Apparita è il primo vino ottenuto da Merlot in purezza prodotto in Toscana. Dalla prima annata (1985) è divenuto un vino di culto sia in Italia che all’estero. L’Académie du Vin, dal 1992, premia questo Merlot tra i più grandi nomi internazionali della categoria del vitigno.
    Le vigne sono posizionate alla sommità del Vigneto Bellavista dove si trovano le piccole parcelle che vanno a costituire la vigna L’Apparita che non raggiunge i 4 ettari. I terreni, ricchi di argilla, regalano a questo vino struttura, eleganza e la sua inconfondibile morbidezza.
    Nel calice si muove lentamente e si mostra con una bella massa colorante, color rosso cupo, fitta e impenetrabile quasi a presagire il bouquet elegante, introspettivo e complesso. Si apre con note di frutta a bacca viola e neramoraribes neroprugnacassis e mirtillo per poi dar spazio alle spezie dolci e vanigliate con un tocco di eucalipto e ginepro. In bocca è fresco, con tannini morbidi e setosi, glicerico, armonico, avvolgente e decisamente persistente.

    AVAILABILITY: In stock

  • L’Apparita è il primo vino ottenuto da Merlot in purezza prodotto in Toscana. Dalla prima annata (1985) è divenuto un vino di culto sia in Italia che all’estero. L’Académie du Vin, dal 1992, premia questo Merlot tra i più grandi nomi internazionali della categoria del vitigno.
    Le vigne sono posizionate alla sommità del Vigneto Bellavista dove si trovano le piccole parcelle che vanno a costituire la vigna L’Apparita che non raggiunge i 4 ettari. I terreni, ricchi di argilla, regalano a questo vino struttura, eleganza e la sua inconfondibile morbidezza.
    Nel calice si muove lentamente e si mostra con una bella massa colorante, color rosso cupo, fitta e impenetrabile quasi a presagire il bouquet elegante, introspettivo e complesso. Si apre con note di frutta a bacca viola e nera, mora, ribes nero, prugna, cassis e mirtillo per poi dar spazio alle spezie dolci e vanigliate con un tocco di eucalipto e ginepro. In bocca è fresco, con tannini morbidi e setosi, glicerico, armonico, avvolgente e decisamente persistente.

    405 le Magnum prodotte per la vendemmia 2017

    AVAILABILITY: In stock

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