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Brunello di Montalcino Riserva 2013 Collezione Zodiaco Magnum

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  • CAPRAI4LOVE è un progetto di due anni che esprime l’impegno assiduo e continuo dell’Azienda Arnaldo Caprai a favore della cultura come elemento chiave della sostenibilità con un legame forte con il sagrantino. E’ l’emblema della visione della Maison nei confronti del proprio prodotto e di ciò che l’azienda vuole raccontare attraverso i suoi vini.
    L’edizione in questione (2021) festeggia il 700° anno della morte del sommo poeta Dante Alighieri, autore della Divina Commedia e icona della cultura italiana nel mondo. L’etichetta è opera dell’artista canadese Rick Rojnic (2018), reinterpretazione del ritratto di Dante facente parte del ciclo di affreschi “Storie della vita di San Francesco” dipinto da Benozzo Gozzoli nel 1452, e visibile nel Museo di Montefalco.

    Un vino che si presenta dal colore rosso rubino carico ed intenso.

    Portandolo al naso la prugna e la confettura di ciliegie pervadono il nostro olfatto. Seguono spezie dolci, cioccolato e leggera cannella. Il legno di lavorazione è ben integrato ai sentori di frutta, floreali ecc., senza mai sovrastarli, al massimo accompagnarli con i terziari.

    Degustandolo, si apprezza la pienezza della morbidezza della frutta ben matura ed il suo equilibrio con un tannino vellutato e una piacevole freschezza. Un vino di struttura che racconta ancora una volta il suo territorio con dinamicità ed entusiasmo.

    Il finale è lungo e nella sua persistenza continua a raccontarsi evolvendosi ad ogni sorso sempre più.

    AVAILABILITY: In stock

  • Barolo simbolo della cantina Paolo Scavino, il Bric del Fiasc è uno dei primi baroli ad essere vinificato da un singolo vigneto: fu Enrico Scavino a convincere il padre Paolo a procedere in questa direzione, vista l’eccellenza qualitativa delle uve questo vigneto, chiamato appunto Fiasco.

    Situato a Castiglione Falletto, in una posizione centrale all’interno della denominazione del Baroloil Fiasco rappresenta una notevole complessità geologica: le marne di Sant’agata fossili, ovvero un terreno calcareo misto di pietre tortoniane ed elvetiche.

    Tale complessità si riflette al naso, dove l’importante acidità del vino fa emergere note minerali e balsamiche con sentori ai frutti di bosco e liquerizia.

    Al palato è fine e potente, ma anche morbido ed equilibrato, con un raffinato tannino che ne supporta la persistenza.

    Una delle migliori annate di sempre, la 2016, merita di riposare per dare il meglio tra qualche anno.

    AVAILABILITY: In stock

  • Complessità, intensità degli aromi, raffinata eleganza e lungo potenziale di invecchiamento sono solo alcune doti dell’Amarone classico di Quintarelli, monumento indiscusso della Valpolicella, un punto di riferimento per chiunque desideri approcciarsi a questo Vino.
    Alcuni hanno addirittura definito questo Amarone un pezzo leggendario, e così è…
    Lontano dalle svilenti logiche di mercato, questo vino si concede tutto il tempo per essere unico.
    Un blend di CorvinaCorvinoneRondinella e altre uve, l’Amarone Classico viene vinificato solo nelle annate migliori. Sette anni di affinamento in botti di rovere conferiscono a questo Amarone un’unicità percepibile ancor prima dell’assaggio.
    Il profumo intenso lascia presagire note di liquiriziarabarbarovaniglia e frutti maturi quali ciliegia e prugna. Il colore è rosso rubino, limpido e lucente: anch’esso rivela un carattere forte ma raffinato allo stesso tempo.
    Non resta che assaggiarlo, ed è l’apoteosi del piacere! Un gusto pieno, rotondo, avvolgente e di notevole persistenza. Tannini morbidi e delicati esaltano una grande armonia dei sapori.
    Indubbiamente un Vino rosso per momenti importanti, ma anche un Vino da meditazione, da degustare lentamente e abbandonarsi alle innumerevoli emozioni che solo l’Amarone Quintarelli può suscitare.

    AVAILABILITY: In stock

  • CAPRAI4LOVE è un progetto di due anni che esprime l’impegno assiduo e continuo dell’Azienda Arnaldo Caprai a favore della cultura come elemento chiave della sostenibilità con un legame forte con il sagrantino. E’ l’emblema della visione della Maison nei confronti del proprio prodotto e di ciò che l’azienda vuole raccontare attraverso i suoi vini.
    L’edizione in questione (2021) festeggia il 700° anno della morte del sommo poeta Dante Alighieri, autore della Divina Commedia e icona della cultura italiana nel mondo. L’etichetta è opera dell’artista canadese Rick Rojnic (2018), reinterpretazione del ritratto di Dante facente parte del ciclo di affreschi “Storie della vita di San Francesco” dipinto da Benozzo Gozzoli nel 1452, e visibile nel Museo di Montefalco.

    Un vino che si presenta dal colore rosso rubino carico ed intenso.

    Portandolo al naso la prugna e la confettura di ciliegie pervadono il nostro olfatto. Seguono spezie dolci, cioccolato e leggera cannella. Il legno di lavorazione è ben integrato ai sentori di frutta, floreali ecc., senza mai sovrastarli, al massimo accompagnarli con i terziari.

    Degustandolo, si apprezza la pienezza della morbidezza della frutta ben matura ed il suo equilibrio con un tannino vellutato e una piacevole freschezza. Un vino di struttura che racconta ancora una volta il suo territorio con dinamicità ed entusiasmo.

    Il finale è lungo e nella sua persistenza continua a raccontarsi evolvendosi ad ogni sorso sempre più.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Malcompare di Arnaldo Caprai è l’eccellente risultato di un lungo percorso di sperimentazione volto alla valorizzazione del territorio.

    Pochi vitigni, difatti, leggono il terroir come il pinot nero e, nel caso del Malcompare, la lettura parla di eleganza e savoir-faire legati all’Umbria, terra capace di dar vita a vini importanti e dalla grande struttura.

    La vigna è situata a 350 metri sul livello del mare, protetta da un bosco. Il relativo microclima dona, da un lato, grande struttura e pienezza al prodotto, ma al contempo un buon equilibrio garantito da una consistente spalla acida. Completa il profilo di questo prodotto un tannino vellutato e cremoso che ne rimarca la personalità, unica in Umbria.

    Il colore rosso rubino vivo cattura la nostra attenzione.; al naso sentori di carruba, lamponi, violetta, scorzetta di arancia, pepe nero e leggere sfumature balsamiche in chiusura.

    Il tannino riempie il palato lasciando una sensazione di cremosità e setosità, supportato dalla spalla fresca. La morbidezza e la struttura alcolica portano il vino ad una continua evoluzione che gli porta a raggiungere sempre nuovi stadi di equilibrio, sorso dopo sorso.

    Bella la persistenza che stuzzica la continua beva.

    AVAILABILITY: In stock

  • Non una Ribolla, ma “la” Ribolla di Josko Gravner. Questo “bianco non bianco” rappresenta, infatti, appieno la filosofia e l’amore per la terra di questo grande produttore friulano, antesignano nell’utilizzo delle anfore georgiane. Come 8000 anni fa, Gravner utilizza una tecnica che riporta il vino alla sua integrità massima, con lunghe macerazioni sulle bucce, almeno 5 mesi, che moltiplicano all’infinito le caratteristiche organolettiche della Ribolla. Il vino continua la sua maturazione in grandi botti di rovere per 6 anni. Un orange wines molto luminoso, che vira dall’oro rosa all’aranciato, con profumi intensi al naso di frutta stramatura, erbe aromatiche e netta mineralità. Il sorso è pieno, complesso con una spiccata tannicità, data dalla lunga maturazione sulle bucce. Un vino, che può evolvere ancora molto verso piacevoli e misurate note ossidative. Da provare per capire l’evoluzione della tecnica di Gravner.

    AVAILABILITY: In stock

  • Simbolo della tradizione piemontese più classica, il Barolo della cantina Ceretto riunisce al proprio interno le migliori uve di alcuni tra i cru più storici e famosi della regione, unendo nella medesima bottiglia le anime dei suoli tipici di Barolo, Castiglione Falletto, La Morra e Serralunga d’Alba.

    Prodotto da vigneti che sommano un totale di 4 ettari disseminati tra le 4 località, Ceretto ha colto la sfida di mantenere viva la tradizione e far esprimere al meglio, in modo corale, espressioni di Nebbiolo decisamente diverse le cui sfumature tipiche ben emergono in questo vino bilanciato ed integrato.

    Le uve di Nebbiolo, vendemmiate seguendo i diversi processi di maturazione delle singole parcelle, fermentano in vasche d’acciaio senza utilizzare lieviti selezionati ma bensì il cosiddetto pied de cuve, tipicamente a base delle medesime uve raccolte però in anticipo rispetto alla fase di maturazione.

    Dopo un periodo di fermentazione di durata simile rispetto al contatto con le bucce, il vino viene traslato in tonneaux di rovere francese per 12 mesi, quindi ulteriori 12 mesi in botte grande ed infine un lungo periodo in bottiglia, fino a 14 mesi prima del rilascio al pubblico.

    In degustazione il Barolo si presenta con una veste rosso rubino concentrato con unghia color rosso granato, ad anticipare un naso dove ribes rossi, lamponi, ciliegie e fragoline di bosco si susseguono spesso intervallati da accenni di violetta, note erbacee e lievemente speziate. In bocca l’attacco è vigoroso ed intenso, con un equilibrio ancora sbilanciato più sule durezze vista la giovane età ma che fa trasparire tannini già ben integrati e mai fuori da coro, prima di un sorso pieno ed un finale persistente, decisamente fresco.

    Il Barolo di Ceretto è un vino assolutamente interessante che ben coniuga la tradizione enologica delle Langhe con una conduzione in vigna e cantina moderna ed assolutamente rispettosa della materia prima oltre che di un suolo che accoglie ed accudisce.

    AVAILABILITY: In stock

  • Eccellenza a tiratura limitatissima nata dagli sforzi congiunti di Castellare di Castellina e Domaines Barons de Rothschild Lafite insieme a David LaChapelle è Rapture of the Grape, un rosso rilasciato sul mercato dopo molti anni di affinamento in cantina per raggiungere la corretta prontezza di beva.

    Con un’etichetta d’artista disegnata dal famoso artista canadese, già allievo di Andy Warhol, Rapture of the Grape è il risultato dell’attrazione di LaChapelle per quest’angolo di Maremma, tanto da decidere di produrre una sorta di capsule collection basata sul millesimo 2010 in tiratura limitata a circa 2000 bottiglie.

    Rapture of the Grape nasce dalla Vigna Vecchia e la Vigna Eucalipti, situate a circa 90 metri sul livello del mare su di un terreno a medio impasto, ricco di scheletro. Qui le uve di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, impiantate fino a 5900 ceppi/ettaro e con resa limitata a 55 quintali/ettaro, hanno negli anni acquisito quanto di meglio proposto dal terroir locale godendo del benefico influso delle brezze marine che spirano dal vicino Tirreno.

    In degustazione Rupture of the Grape si presenta con una veste rosso rubino concentrato con splendidi riflessi granati, vivo e limpido; si presenta al naso svelando una struttura complessa, vigorosa ed elegante dove chiare note di frutta rossa e nera come la ciliegia, il mirtillo e la mora aprono a sentori di sottobosco, a leggere note ferrose ed a terziari di cacao, caffè, tabacco e pellame. La bocca parla la lingua dell’eleganza, con tannini perfettamente integrati e setosi, un’acidità ancora ben presente ma bilanciata dall’apporto glicerico ed una nota sapida presente ma non preponderante, discreta e per questo raffinata. Il sorso si chiude con una persistenza difficile da dimenticare per lunghezza e piacevolezza.

    Rupture of the Grape è un vino che sorprende: la lunga attesa prima del rilascio deciso dalla cantina ha sicuramente permesso un affinamento paziente che ha fatto emergere tutti i tratti positivi di questo vino, di un’eleganza cristallina.

    La tiratura limitata ed in grandi formati, l’etichetta disegnata da uno dei più grandi artisti contemporanei al mondo e la sua grandissima beva rendono Rapture of the Grape un vero capolavoro, tutto da scoprire e sicuramente da collezionare, lasciandosi letteralmente “rapire” come LaChapelle (e Rocca di Frassinello) hanno fatto con l’uva.

    Soltanto 200 esemplari, firmati e numerati, sono stati prodotti nel formato doppio Magnum.

    AVAILABILITY: In stock

  • Eccellenza a tiratura limitatissima nata dagli sforzi congiunti di Castellare di Castellina e Domaines Barons de Rothschild Lafite insieme a David LaChapelle è Rapture of the Grape, un rosso rilasciato sul mercato dopo molti anni di affinamento in cantina per raggiungere la corretta prontezza di beva.

    Con un’etichetta d’artista disegnata dal famoso artista canadese, già allievo di Andy Warhol, Rapture of the Grape è il risultato dell’attrazione di LaChapelle per quest’angolo di Maremma, tanto da decidere di produrre una sorta di capsule collection basata sul millesimo 2010 in tiratura limitata a circa 2000 bottiglie.

    Rapture of the Grape nasce dalla Vigna Vecchia e la Vigna Eucalipti, situate a circa 90 metri sul livello del mare su di un terreno a medio impasto, ricco di scheletro. Qui le uve di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, impiantate fino a 5900 ceppi/ettaro e con resa limitata a 55 quintali/ettaro, hanno negli anni acquisito quanto di meglio proposto dal terroir locale godendo del benefico influso delle brezze marine che spirano dal vicino Tirreno.

    In degustazione Rupture of the Grape si presenta con una veste rosso rubino concentrato con splendidi riflessi granati, vivo e limpido; si presenta al naso svelando una struttura complessa, vigorosa ed elegante dove chiare note di frutta rossa e nera come la ciliegia, il mirtillo e la mora aprono a sentori di sottobosco, a leggere note ferrose ed a terziari di cacao, caffè, tabacco e pellame. La bocca parla la lingua dell’eleganza, con tannini perfettamente integrati e setosi, un’acidità ancora ben presente ma bilanciata dall’apporto glicerico ed una nota sapida presente ma non preponderante, discreta e per questo raffinata. Il sorso si chiude con una persistenza difficile da dimenticare per lunghezza e piacevolezza.

    Rupture of the Grape è un vino che sorprende: la lunga attesa prima del rilascio deciso dalla cantina ha sicuramente permesso un affinamento paziente che ha fatto emergere tutti i tratti positivi di questo vino, di un’eleganza cristallina.

    La tiratura limitata ed in grandi formati, l’etichetta disegnata da uno dei più grandi artisti contemporanei al mondo e la sua grandissima beva rendono Rapture of the Grape un vero capolavoro, tutto da scoprire e sicuramente da collezionare, lasciandosi letteralmente “rapire” come LaChapelle (e Rocca di Frassinello) hanno fatto con l’uva.

    AVAILABILITY: In stock

  • Arrivato di recente in un periodo di grandi novità per questa cantina, il primo vino bianco da singolo vigneto nato dagli sforzi congiunti di Castellare di Castellina e Domaines Barons de Rothschild Lafite è Rocca di Frassinello Bianco, splendida interpretazione di Vermentino in purezza proveniente da una delle zone più interessanti della Maremma.

    Nato con l’intenzione di produrre un bianco superiore, con una personalità decisa ed esclusiva, il Rocca di Frassinello Bianco nasce da un unico vigneto impiantato a Vermentino di piccolissima estensione, inferiore all’ettaro, situato a circa 90 metri sul livello del mare su di un terreno con elevata presenza di marne calcaree e galestro. Qui le uve di Vermentino, impiantate fino a 5900 ceppi/ettaro con una resa di circa 55 quintali/ettaro, hanno negli anni acquisito quanto di meglio proposto dal terroir locale e beneficiato della vicina presenza del Mar Tirreno, abituato ad accarezzare le vigne con le sue brezze marine.

    Figlio di un’annata molto stabile dal punto di vista meteorologico, con clima ottimale tra primavera ed estate a favorire un ciclo vegetativo regolare, le uve sono state vendemmiate a fine Agosto al raggiungimento di una perfetta maturazione.

    In degustazione il Rocca di Frassinello Bianco si presenta con un colore giallo paglierino con chiare sfumature dorate ed una piacevole concentrazione, aprendosi al naso per mezzo di ricche note floreali ed una stabile presenza citrina, con sentori di ananas che si alternano allo iodio e quindi a leggeri sbuffi che richiamano la mandorla e la noce. In bocca freschezza e mineralità sono protagoniste assolute, ma ben bilanciate da una morbidezza che rende il sorso setoso e piacevole, prima di un finale persistente con chiusura iodata.

    Era da tempo che in quel di Gavorrano si stava lavorando alacremente per produrre un grande bianco: Rocca di Frassinello Bianco lo è decisamente, irrompe nel panorama dei grandi bianchi di Maremma in modo netto e valorizzando al meglio un’uva autoctona che ha ancora molto da dare e raccontare.

    AVAILABILITY: In stock

  • Uno degli ultimi gioielli della cantina nata dagli sforzi congiunti di Castellare di Castellina e Domaines Barons de Rothschild Lafite è il San Germano, un rosso di punta rilasciato di recente in occasione della prima vendemmia risalente al 2018.

    Dedicato al Poggio omonimo dove la vite veniva coltivata 3000 anni fa dagli Etruschi, nel territorio attorno Gavorrano, parte bellissima della Maremma, il San Germano nasce dalla Vigna Vecchia e la Vigna Eucalipti, situate a circa 90 metri sul livello del mare su di un terreno a medio impasto, ricco di scheletro. Qui le uve di Cabernet Sauvignon e Merlot, in eguale proporzione ed impiantate fino a 5900 ceppi/ettaro, hanno negli anni acquisito quanto di meglio proposto dal terroir locale e sono affiancate dal Sangioveto per un importante apporto in freschezza.

    Dopo un inverno piovoso la primavera è arrivata lentamente, ritardando le prime fasi dello sviluppo subito seguita da un progressivo aumento delle temperature verso il periodo estivo. L’escursione termica tra giorno e notte ha caratterizzato tutto il periodo della crescita e della vendemmia, accompagnata da brezze marine costanti che hanno contribuito ad avere uve concentrate ed perfettamente sane.

    In degustazione il San Germano si presenta con una veste rosso rubino concentrato ed impenetrabile, svelando un bouquet dove chiare note di frutta di bosco come il ribes nero, la ciliegia scura e la mora sono da preludio a note terziarie che introducono vaniglia e caffè. In bocca emergono muscoli e struttura, mai fuori le righe ma anzi in modo equilibrato. I tannini sono già ben integrati e l’acidità elevata come caratteristica di fondo dell’annata stessa. Impressionante la persistenza dopo la deglutizione, un’assoluta e piacevole sorpresa.

    San Germano entra in modo dirompente tra i più interessanti e moderni rossi maremmani, forse più interessante del solito grazie all’importante ruolo svolto dal Sangioveto. Sicuramente un vino che farà molta strada e che ha già attirato le attenzioni della più esigente critica internazionale.

    E poi, è pur sempre Rocca di Frassinello…non vi è altro da aggiungere.

    AVAILABILITY: In stock

  • Oscar del vino 2006 come migliore bianco d’Italia, Medaglia d’oro Selezione del Sindaco (Città del Vino), Medaglia d’oro al concorso Femmes et Vins du Monde…dobbiamo continuare? Ci troviamo di fronte ad uno dei migliori bianchi d’italia, con una complessità organolettica ed una personalità che rispecchiano al meglio ciò che può offrire la zona di Furore.

    Qui, nell’azienda di Marisa Cuomo, ci troviamo in condizioni estreme sia in vigna, con terrazzamenti che arrivano a superare i 500 metri a picco sul mare, sia in cantina, scavata in una roccia, tutto in appena 10 ettari complessivi ed una produzione di poche migliaia di bottiglie. Il Fiorduva, dunque, è un vino che sa di roccia e di mare e profuma di sole, un vino eroico.

    Blend di uve autoctone prefilossera e rappresentative della zona di Furore, questo vino non finisce mai di stupire, anche chi lo beve da anni e già conosce bene il suo colore dorato, intensificato dall’affinamento in legno, ed il suo bouquet di albicocca, ginestra e frutta esotica, ne rimane comunque incantato, ogni volta che assaggia una nuova annata.

    Al palato è avvolgente, l’albicocca ritorna, questa volta accompagnata da uva passa e canditi, la cui aromaticità persiste e ci fa letteralmente innamorare.

    AVAILABILITY: In stock

  • L’Amarone Classico è l’espressione più elevata della produzione della Valpolicella, in questo caso interpretata con rigore, tradizione e sapienza dalla famiglia Allegrini.

    Si sa, fare l’Amarone è un’arte: questo vino simbolo dell’enologia italiana presenta una complessità produttiva elevata, fatta di più passaggi e della necessità di coltivare e portare a vendemmia uve diverse tra loro, spesso coltivate in più parcelle e vigneti. A partire dall’uva regina, la Corvina, e dal suo parente genetico Corvinone (che, sebbene dal grappoli ed acini più grandi apporta finezza ed equilibrio), per completare con le uve gregarie Rondinella ed Oseleta, la prima ormai ridimensionata nelle percentuali grazie alla tecnologia a protezione dei “fruttai” e la seconda sempre più apprezzata per la sua intensità polifenolica e l’idoneità a produrre vini concentrati.

    Al di là della splendida capacità nel creare il blend finale, ciò che stupisce è il sapiente governo di tutti i passaggi prima dell’affinamento.

    Il passaggio in barrique è la firma di Franco Allegrini, enologo di fama internazionale che ha voluto rompere con la tradizione della botte grande ed introdurre affinamenti più intensi ma brevi, prima di spostare la massa in botte grande e quindi concludere l’affinamento con un periodo piuttosto lungo in bottiglia prima del rilascio al pubblico.

    Il risultato finale è straordinario: rubino intenso tendente al granato nel bicchiere, svela al naso note di viola appassita, ciliegia sotto spirito e confettura di more, continuando con caffè, tabacco e cioccolato fondente, mentre in bocca è potente, caldo e morbido, ma anche ben equilibrato sia grazie a tannini ben levigati che una freschezza sempre presente, tale da domare al meglio l’elevato contenuto alcolico tipico di questo grande vino, un classico che non smette mai di stupire.

    AVAILABILITY: In stock

  • L’Amarone Classico è l’espressione più elevata della produzione della Valpolicella, in questo caso interpretata con rigore, tradizione e sapienza dalla famiglia Allegrini.

    Si sa, fare l’Amarone è un’arte: questo vino simbolo dell’enologia italiana presenta una complessità produttiva elevata, fatta di più passaggi e della necessità di coltivare e portare a vendemmia uve diverse tra loro, spesso coltivate in più parcelle e vigneti. A partire dall’uva regina, la Corvina, e dal suo parente genetico Corvinone (che, sebbene dal grappoli ed acini più grandi apporta finezza ed equilibrio), per completare con le uve gregarie Rondinella ed Oseleta, la prima ormai ridimensionata nelle percentuali grazie alla tecnologia a protezione dei “fruttai” e la seconda sempre più apprezzata per la sua intensità polifenolica e l’idoneità a produrre vini concentrati.

    Al di là della splendida capacità nel creare il blend finale, ciò che stupisce è il sapiente governo di tutti i passaggi prima dell’affinamento.

    Il passaggio in barrique è la firma di Franco Allegrini, enologo di fama internazionale che ha voluto rompere con la tradizione della botte grande ed introdurre affinamenti più intensi ma brevi, prima di spostare la massa in botte grande e quindi concludere l’affinamento con un periodo piuttosto lungo in bottiglia prima del rilascio al pubblico.

    Il risultato finale è straordinario: rubino intenso tendente al granato nel bicchiere, svela al naso note di viola appassita, ciliegia sotto spirito e confettura di more, continuando con caffè, tabacco e cioccolato fondente, mentre in bocca è potente, caldo e morbido, ma anche ben equilibrato sia grazie a tannini ben levigati che una freschezza sempre presente, tale da domare al meglio l’elevato contenuto alcolico tipico di questo grande vino, un classico che non smette mai di stupire.

    AVAILABILITY: In stock

  • Nobile come le origini della famiglia Valentini, stanziale in Abruzzo dal diciassettesimo secolo e che ha donato molte personalità di spicco alla comunità locale, il Trebbiano è uno dei più importanti bianchi italiani, già insignito del titolo di miglior vino d’Italia nel 2011 per l’annata 2007.

    La massima espressione di una delle uve bianche più coltivate nel Centro Italia, il Trebbiano di Valentini è diventato di diritto un vino leggendario, di quelli da custodire gelosamente in cantina e tramandare alle proprie generazioni a fini di educazione vinicola. Storico poiché coltivato da centinaia di anni nell’areale aprutino e dalle generazioni della famiglia Valentini che si sono succedute nei secoli, trasmette appieno la filosofia artigiana di Francesco Paolo, oggi alla guida dell’azienda. Vendemmia manuale, uso esclusivo dei grappoli migliori, fermentazione spontanea, lieviti indigeni, temperatura non controllata, assenza di chiarifiche o filtrazioni: sono solo alcune delle fasi tipiche di quanto vi è dietro questo capolavoro, contraddistinto da complessità, generosità ed ampiezza, con un finale lunghissimo, acido e sapido a conferma del grandissimo potenziale di invecchiamento.

    Una verticalità e slancio che si traducono in vino alto, diretto, potente ma anche delicato nello scoprire la sua complessità.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il suo nome lo deve ai Monaldeschi della Cervara, la nobile famiglia precedentemente proprietaria della tenuta in cui è nato questo vino, il Castello della Sala.

    La storia del Cervaro della Sala, invece, è strettamente legata a Renzo Cotarella, assunto nel 1979 all’età di 26 anni come enologo della tenuta ed da sempre amante dell’Umbria e delle potenzialità di questa terra sulla produzione di vini bianchi. Siamo nella zona di Orvieto, difatti, ed il vitigno con suolo calcareo ed argilloso, ricco di fossili ed esposto al sorgere del sole, si prestava particolarmente alla viticoltura dei vitigni a bacca bianca.

    Reduci dalla recente storia di successo del Tignanello, l’idea di casa Antinori era quella di creare un vino nuovo che sopperisse alle debolezze tipiche dei vini bianchi di quel tempo: rapido invecchiamento e cambiamento di colore verso l’ambrato. Il riferimento arriva dalla Borgogna, in concomitanza di un viaggio in loco insieme al marchese Piero Antinori: il Corton Charlemagne era esattamente il tipo di prodotto che rispondeva a quell’idea; dunque fu scelto lo Chardonnay come vitigno su cui puntare. Dopo qualche tentativo poco soddisfacente però, si decise di affiancarlo con il Grechetto, vitigno autoctono già ampiamente utilizzato dagli Antinori negli altri vini del Castello della Sala, e che avrebbe compensato lo Chardonnay in termini di verticalità, acidità e trama tannica, nonchè conferito al vino una territorialià, la giusta autenticità.

    Dopo diverse sperimentazioni, finalmente arriva la prima annata di Cervaro, il 1985, e con la strepitosa annata 1986 la sua definitiva consacrazione come nuova pietra miliare per l’enologia italiana: il primo vino bianco italiano a svolgere la fermentazione alcolica e malolattica in barrique. La macerazione viene svolta a freddo, con le uve raccolte all’alba, e la fermentazione (per lo Chardonnay) in barriques nuove a contatto con lieviti naturali.

    Al naso penetra, piacevolissimo, con un bouquet di frutta esotica, agrumi ma anche note iodate, pepe bianco e vaniglia. Al palato, molto profondo, ci delizia con grande sapidità e freschezza sostenendo la trama gusto-olfattiva con una lunga persistenza. Ci sono tutti i presupposti per una grande evoluzione negli anni avvenire.

    AVAILABILITY: In stock

  • 38 giorni di macerazione, 33 mesi di affinamento in legno da 25 e 50 hl, per una tiratura di 3794 bottiglie e 575 magnum: questi i numeri del 2018, una nuova e grande annata per il barolo di Alan Manley, che continua a conquistare consensi dalla critica internazionale e si prepara, con la giusta umiltà che lo contraddistingue, a seguire le orme del suo maestro Bartolo Mascarello.

    Per chi ama il barolo di quella scuola, dunque, ovvero blend di più vigneti ed affinamento in botti di diverse dimensioni, non può non apprezzare Margherita Otto, il cui vino negli anni a seguire può solo migliorare e costituire una vera “chicca” per le cantine dei collezionisti più esigenti.

    AVAILABILITY: In stock

  • 38 giorni di macerazione, 33 mesi di affinamento in legno da 25 e 50 hl, per una tiratura di 3794 bottiglie e 575 magnum: questi i numeri del 2018, una nuova e grande annata per il barolo di Alan Manley, che continua a conquistare consensi dalla critica internazionale e si prepara, con la giusta umiltà che lo contraddistingue, a seguire le orme del suo maestro Bartolo Mascarello.

    Per chi ama il barolo di quella scuola, dunque, ovvero blend di più vigneti ed affinamento in botti di diverse dimensioni, non può non apprezzare Margherita Otto, che negli anni a seguire può solo migliorare e costituire una vera “chicca” per le cantine dei collezionisti più esigenti.

    AVAILABILITY: In stock

  • Vin de la Neu è il frutto del progetto sperimentale di Nicola Biasi, enologo di fama internazionale, che si è slegato dal lavoro in cantina presso terzi, dopo aver reso grandi diverse realtà italiane, per concentrarsi su un proprio progetto sicuramente ambizioso ma anche scientificamente di rilievo.

    La scelta di impiantare un’uva “resistente” come la Johanniter a più di 800 metri d’altitudine, dove tipicamente si coltivano le famose mele della Val di Non ma 150 anni fa si faceva già vino, già di per sé invoglia ad approfondire l’argomento nel dettaglio. Al di là della scelta di un’uva, frutto di un incrocio che oggi dà risultati straordinari contro le crittogame e le malattie fungine, risulta interessante anche l’elevatissima densità (16.600 piante per ettaro), il sistema di allevamento ad alberello e la totale assenza di trattamenti in vigna, con tutte le operazioni lasciate alla manualità dell’uomo.

    In degustazione Vin de la Neu si presenta con una veste giallo paglierino intenso, brillante, e con unghia tendente al verde, introducendo un bouquet olfattivo dove gli agrumi la fanno da padrone insieme ad accenni di ananas seguiti da sentori erbacei che richiamano il fieno e da lievi accenni di fiori bianchi. Al sorso è diretto, teso e verticale, con un’acidità predominante che pulisce bene la bocca senza stancare ed un’elevata sapidità che chiude il sorso donando un’elevata persistenza.

    Vin de la Neu è un vino che incuriosisce in prima battuta per il progetto che vi è dietro, per la ricerca e la difficoltà di realizzazione ma che una volta scoperto fa appassionare e cattura il degustatore in modo definitivo.

    Emblema di una nuova collaborazione avviata con Winefully, viene proposto nel classico formato ed in esclusiva per l’Italia nel più raro Magnum, rispettivamente prodotti in 941 e 30 esemplari!

    AVAILABILITY: In stock

  • Vin de la Neu è il frutto del progetto sperimentale di Nicola Biasi, enologo di fama internazionale, che si è slegato dal lavoro in cantina presso terzi, dopo aver reso grandi diverse realtà italiane, per concentrarsi su un proprio progetto sicuramente ambizioso ma anche scientificamente di rilievo.

    La scelta di impiantare un’uva “resistente” come la Johanniter a più di 800 metri d’altitudine, dove tipicamente si coltivano le famose mele della Val di Non ma 150 anni fa si faceva già vino, già di per sé invoglia ad approfondire l’argomento nel dettaglio. Al di là della scelta di un’uva, frutto di un incrocio che oggi dà risultati straordinari contro le crittogame e le malattie fungine, risulta interessante anche l’elevatissima densità (16.600 piante per ettaro), il sistema di allevamento ad alberello e la totale assenza di trattamenti in vigna, con tutte le operazioni lasciate alla manualità dell’uomo.

    In degustazione Vin de la Neu si presenta con una veste giallo paglierino intenso, brillante, e con unghia tendente al verde, introducendo un bouquet olfattivo dove gli agrumi la fanno da padrone insieme ad accenni di ananas seguiti da sentori erbacei che richiamano il fieno e da lievi accenni di fiori bianchi. Al sorso è diretto, teso e verticale, con un’acidità predominante che pulisce bene la bocca senza stancare ed un’elevata sapidità che chiude il sorso donando un’elevata persistenza.

    Vin de la Neu è un vino che incuriosisce in prima battuta per il progetto che vi è dietro, per la ricerca e la difficoltà di realizzazione ma che una volta scoperto fa appassionare e cattura il degustatore in modo definitivo.

    Emblema di una nuova collaborazione avviata con Winefully, viene proposto nel classico formato ed in esclusiva per l’Italia nel più raro Magnum, rispettivamente prodotti in 941 e 30 esemplari!

    AVAILABILITY: In stock

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