HOT RIGHT NOW

Brunello di Montalcino Riserva 2013 Collezione Zodiaco Magnum

Showing 16 results

Filtri

Filtri

Chiudi Filtri

Tutti

< Indietro

Close

Produttore

Abbinamento

Prezzo

Prezzo:
Reset

Exclusive

  • Ordina per
  • Unico vino dalla produzione molto limitata, Bianko rappresenta l’essenza di Macondo e certifica la qualità del lavoro svolto da Lorenzo Catasta, ormai certificato astro nascente della viticoltura marchigiana.

    Coltivati su due piccole parcelle per un totale di circa 1 ettaro vitato nei comuni di Cupra Marittima e Montefiore dell’Aso, su terreni misti tra arenaria, calcare e ciottoli con esposizione ad Ovest e situati a pochi minuti dal mare in un contesto collinare verdeggiante, i vigneti di Trebbiano e Pecorino presentano rese volutamente imitate a circa 25 quintali per ettaro per estrarre più personalità possibile dai grappoli selezionati per la vendemmia.

    La conduzione della vigna da parte di Macondo è assolutamente naturale: alla completa assenza di fertilizzanti e prodotti di sintesi si affianca l’ampio uso di prodotti naturali a base di alghe brune, propoli, funghi, estratto d’aglio o resina di pino, applicati sempre e soltanto manualmente su terreni inerbiti.

    Dopo un’attenta selezione manuale di grappoli perfettamente sani dal punto di vista fitosanitario raccolti a maturazione ottimale, l’attenta pressatura soffice a grappolo intero con successivo utilizzo esclusivo del mosto fiore anticipa una fermentazione alcolica innescata da lieviti indigeni in barrique, dove il vino sosta per ulteriori 20 mesi sulle fecce svolgendo anche la fermentazione malolattica. Imbottigliato senza chiarifica e filtrazioni, Bianko sosta 6 mesi in bottiglia prima del rilascio.

    In degustazione Bianko si presenta di colore giallo dorato intenso, per nulla velato e con un bouquet olfattivo sfaccettato che spazia cedro alla nespola ed alla susina gialla, presentando note di erbe aromatiche, di spezie gialle dolci e di pietra focaia. In bocca emergono ampiezza e vigore accompagnati da una vivace freschezza ed una marcata mineralità, ad anticipare una chiusura decisamente persistente con ritorno speziato, sempre più affascinante all’aumentare della temperatura di degustazione.

    Bianko è un vino che sorprende, che lascia un ricordo indelebile e che di sicuro riesce a stregare il suo pubblico andando ben oltre le aspettative: già apprezzato e lodato dalla critica, Bianko regala un’esperienza degustativa di livello internazionale portandoci alla scoperta di un territorio ormai famoso per merito di vini dalla qualità assoluta.

    AVAILABILITY: In stock

  • Vin de la Neu è il frutto del progetto sperimentale di Nicola Biasi, enologo di fama internazionale, che si è slegato dal lavoro in cantina presso terzi, dopo aver reso grandi diverse realtà italiane, per concentrarsi su un proprio progetto sicuramente ambizioso ma anche scientificamente di rilievo.

    La scelta di impiantare un’uva “resistente” come la Johanniter a più di 800 metri d’altitudine, dove tipicamente si coltivano le famose mele della Val di Non ma 150 anni fa si faceva già vino, già di per sé invoglia ad approfondire l’argomento nel dettaglio. Al di là della scelta di un’uva, frutto di un incrocio che oggi dà risultati straordinari contro le crittogame e le malattie fungine, risulta interessante anche l’elevatissima densità (16.600 piante per ettaro), il sistema di allevamento ad alberello e la totale assenza di trattamenti in vigna, con tutte le operazioni lasciate alla manualità dell’uomo.

    In degustazione Vin de la Neu si presenta con una veste giallo paglierino intenso, brillante, e con unghia tendente al verde, introducendo un bouquet olfattivo dove gli agrumi la fanno da padrone insieme ad accenni di ananas seguiti da sentori erbacei che richiamano il fieno e da lievi accenni di fiori bianchi. Al sorso è diretto, teso e verticale, con un’acidità predominante che pulisce bene la bocca senza stancare ed un’elevata sapidità che chiude il sorso donando un’elevata persistenza.

    Vin de la Neu è un vino che incuriosisce in prima battuta per il progetto che vi è dietro, per la ricerca e la difficoltà di realizzazione ma che una volta scoperto fa appassionare e cattura il degustatore in modo definitivo.

    Emblema di una nuova collaborazione avviata con Winefully, viene proposto nel classico formato ed in esclusiva per l’Italia nel più raro Magnum, rispettivamente prodotti in 941 e 30 esemplari!

    AVAILABILITY: In stock

  • Vin de la Neu è il frutto del progetto sperimentale di Nicola Biasi, enologo di fama internazionale, che si è slegato dal lavoro in cantina presso terzi, dopo aver reso grandi diverse realtà italiane, per concentrarsi su un proprio progetto sicuramente ambizioso ma anche scientificamente di rilievo.

    La scelta di impiantare un’uva “resistente” come la Johanniter a più di 800 metri d’altitudine, dove tipicamente si coltivano le famose mele della Val di Non ma 150 anni fa si faceva già vino, già di per sé invoglia ad approfondire l’argomento nel dettaglio. Al di là della scelta di un’uva, frutto di un incrocio che oggi dà risultati straordinari contro le crittogame e le malattie fungine, risulta interessante anche l’elevatissima densità (16.600 piante per ettaro), il sistema di allevamento ad alberello e la totale assenza di trattamenti in vigna, con tutte le operazioni lasciate alla manualità dell’uomo.

    In degustazione Vin de la Neu si presenta con una veste giallo paglierino intenso, brillante, e con unghia tendente al verde, introducendo un bouquet olfattivo dove gli agrumi la fanno da padrone insieme ad accenni di ananas seguiti da sentori erbacei che richiamano il fieno e da lievi accenni di fiori bianchi. Al sorso è diretto, teso e verticale, con un’acidità predominante che pulisce bene la bocca senza stancare ed un’elevata sapidità che chiude il sorso donando un’elevata persistenza.

    Vin de la Neu è un vino che incuriosisce in prima battuta per il progetto che vi è dietro, per la ricerca e la difficoltà di realizzazione ma che una volta scoperto fa appassionare e cattura il degustatore in modo definitivo.

    Emblema di una nuova collaborazione avviata con Winefully, viene proposto nel classico formato ed in esclusiva per l’Italia nel più raro Magnum, rispettivamente prodotti in 941 e 30 esemplari!

    AVAILABILITY: In stock

  • Un vino potenteelegantevigoroso come lo ha pensato il fondatore di questa meravigliosa azienda in Val d’Illasi, una terra antica e suggestiva, testimone di un legame profondo tra uomo e natura.
    Questa passionalità la ritroviamo nell’Amarone Dal Forno Romano, un vero e proprio capolavoro da meditazione.

    CorvinaRondinellaOseleta e Croatina sono le uve che danno vita a questo emblematico Vino, ma solo i grappoli raccolti da vigneti che hanno superato un’età minima di 10 anni vengono destinati all’Amarone. Altro tratto distintivo è l’appassimento che dura ben tre mesi, il doppio rispetto a quanto solitamente accade per il Valpolicella.  Il risultato è un’esplosione di potenza ed eleganza, davvero emozionante.

    Il 2013 esprime spiccatamente lo stile “Dal Forno”: acidità ed eleganza bilanciano le classiche morbidezze dell’amarone in modo davvero singolare.
    Un colore rubino tendente al porpora, intenso e deciso, lascia presagire un carattere forte, come volesse già preparare ad un’esperienza che lascerà il segno… Al naso affiorano complesse note aromatiche, profumi che ricordano l’amarena, i mirtilli ma anche cioccolatocaffè e tabacco. Al palato il gusto è straordinario, conferma tutte le sensazioni olfattive anticipate ma riesce ancora a stupire offrendo un finale sontuosolungo e persistente, con note di tartufotabacco e cuoio.

    AVAILABILITY: In stock

  • L’esperienza degustativa del Valpolicella Superiore di Romano Dal Forno è un viaggio particolare alla scoperta di un vino che sorprende per la sua complessità, frutto dei medesimi rigorosi processi che la stessa cantina mette in atto per produrre il più famoso Amarone. Sorprende ritrovarsi un vino così straordinario partendo da un capitolato sì stringente ma che viene portato agli estremi per volontà del produttore.

    Sono terreni di origine alluvionale composti in prevalenza da ghiaia ed in parte anche argilla e limo quelli su cui insistono i vigneti di Dal Forno, ad un’altitudine variabile fino al 350 metri sul livello del mare. Dopo una vendemmia manuale dilatata nei tempi e separata, avente luogo tra metà Settembre e la fine di Ottobre, i migliori grappoli vengono fatti riposare e disidratare per 45 giorni prima delle operazioni di cantina e quindi il lungo affinamento in due fasi ben distinte.

    Già dal comportamento nel bicchiere si evince la grandezza di questo vino: lento nei movimenti, concentrato e rubino molto intenso, sprigiona un naso ampio che spazia dalla frutta rossa e nera in confettura alla vaniglia, alle spezie dolci ed al cioccolato.

    Un piacere sentirlo mettere alla prova le papille gustative, sicuramente estasiate (ed inebriate) da tanta ricchezza, tale da impressionare anche i più rigorosi critici internazionali.

    AVAILABILITY: In stock

  • L’inconfondibilmente classica etichetta rossa del Brunello di Montalcino Riserva della Fattoria Poggio di Sotto accompagna un vino ormai epico che contraddistingue la massima espressione e l’eccellenza di una delle denominazioni più famose d’Italia nel mondo. Un vino che la stessa cantina definisce “orchestrale”, termine che ben trasmette la complessità, il dinamismo, l’eleganza che emergono alla sua degustazione.

    Prodotto con uve dalle basse rese accuratamente selezionate più volte e raccolte a mano nei vigneti di Castelnuovo dell’Abate, insistenti su terreni misti protetti dal rassicurante profilo del Monte Amiata, il Brunello Riserva fa attendere le sue folte schiere di ammiratori ed appassionati un periodo di affinamento in botti di rovere da 30 ettolitri lungo 60 mesi, prima di riposarne in bottiglia ulteriori dodici senza essere filtrato.

    La complessità è evidente già ad un primo e distratto esame olfattivo: la frutta nera appassita si alterna all’uva passa, al legno di cedro, al tabacco ed a piacevoli note balsamiche e finanche eteree, motivando il degustatore ad approfondire sempre di più l’esame godendo delle emozioni regalate da un vino sempre più ossigenato.

    L’assaggio conferma le premesse e forse supera le attese, consegnando un vino fresco, dal tannino vigoroso ma non invadente, ben controbilanciato dalle morbidezze e che chiede tempo per essere ben compreso ed esplorato in tutte le sue sfaccettature.

    Un’eccezionale espressione di Brunello Riserva: questa è l’annata 2016, che si insinua salda nel solco tracciato dal grande lavoro di questa cantina, dove qualità, attenzione alla materia prima, tradizione e piena comprensione delle aspettative dei propri clienti ben si fondono in una melodia indimenticabile suonata da un’orchestra che fa la storia di Montalcino, ormai da tempo.

    100 punti assegnati da Robert Parker

    AVAILABILITY: In stock

  • L’inconfondibilmente classica etichetta rossa del Brunello di Montalcino della Fattoria Poggio di Sotto accompagna un vino ormai epico che contraddistingue la massima espressione e l’eccellenza di una delle denominazioni più famose d’Italia nel mondo. Un vino che la stessa cantina definisce “ricco”, termine che ben trasmette la complessità, l’opulenza, l’eleganza che emergono alla sua degustazione.

    Prodotto con uve dalle basse rese accuratamente selezionate più volte e raccolte a mano nei vigneti di Castelnuovo dell’Abate, insistenti su terreni misti protetti dal rassicurante profilo del Monte Amiata, il Brunello di Montalcino fa attendere le sue folte schiere di ammiratori ed appassionati un periodo di affinamento in botti di rovere da 30 ettolitri lungo 48 mesi, prima di riposarne in bottiglia ulteriori dodici senza essere filtrato.

    Il risultato è eccellente: elevata acidità, trama tannica già elegante e senza spigoli, un corpo ben bilanciato, a confermare l’elevata qualità delle uve giunte a raccolta ed il grande potenziale di invecchiamento.

    La complessità è evidente già ad un primo e distratto esame olfattivo: la frutta rossa come il lampone e la ciliegia appassita si alternano all’uva passa, al legno di cedro, lo zenzero e piacevoli note mentolate, motivando il degustatore ad approfondire sempre di più l’esame godendo delle emozioni regalate da un vino sempre più ossigenato.

    L’assaggio conferma le premesse e forse supera le attese, consegnando un vino fresco, dal tannino piacevolmente setoso e che chiede tempo per essere ben compreso ed esplorato in tutte le sue splendide sfaccettature.

    Insieme al Brunello Riserva, questo Brunello di Montalcino si conferma una eccezionale espressione del territorio che si insinua salda nel solco tracciato dal grande lavoro di questa cantina, dove qualità, attenzione alla materia prima, tradizione e piena comprensione delle aspettative dei propri clienti ben si fondono in una melodia indimenticabile suonata da un’orchestra che fa la storia di Montalcino, ormai da tempo.

    AVAILABILITY: In stock

  • Nato, cresciuto ed evoluto parallelamente all’epica etichetta rossa del Brunello di Montalcino della Fattoria Poggio di Sotto, il Rosso di Montalcino può agevolmente competere con tanti altri Brunello grazie all’unicità del terroir di Poggio di Sotto ed alla grandissima resa espressiva del Sangiovese.

    Prodotto con uve dalle basse rese accuratamente selezionate più volte e raccolte a mano nei vigneti di Castelnuovo dell’Abate, insistenti su terreni misti protetti dal rassicurante profilo del Monte Amiata ad altezze variabili tra i 200 ed i 450 metri sul livello del mare, il Rosso di Montalcino fa attendere le sue folte schiere di ammiratori ed appassionati un periodo di affinamento più breve rispetto al Brunello ma comunque importante se confrontato a vini di entrata di altre realtà produttive, pari a 24 mesi in botti di rovere da 30 ettolitri ed ulteriori 6 mesi in bottiglia prima del rilascio al pubblico.

    Concentrazione e complessità sono evidente già ad un primo esame visivo-olfattivo: la frutta di bosco come il lampone ed il ribes nero si alternano al cedro, al pepe, al ginepro, ad erbe aromatiche, motivando il degustatore ad approfondire sempre di più l’esame godendo delle emozioni regalate da un vino sempre più ossigenato.

    L’assaggio conferma le premesse e forse supera le attese, consegnando un vino fresco, dal tannino ammorbidito e che chiede tempo per essere ben compreso ed esplorato in tutte le sue splendide sfaccettature.

    Il Rosso di Montalcino si conferma come una raffinata espressione del territorio che si insinua salda nel solco tracciato dal grande lavoro di questa cantina, dove qualità, attenzione alla materia prima, tradizione e piena comprensione delle aspettative dei propri clienti ben si fondono in una melodia indimenticabile suonata da un’orchestra che fa la storia di Montalcino, ormai da tempo.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Sauternes 2010 di Château Suduiraut è espressione di un’annata eccellente che, insieme alla 2009, si ritiene possa essere al’altezza dello storico duo 1989-1990.

    Questo Premier Cru proviene da una selezione dei terroir più prestigiosi della tenuta, posizionata ai margini del territorio di Sauternes ed in una posizione ideale per la diffusione di muffa nobile nel periodo compreso tra primavera ed estate.

    Simbolo della produzione di questa cantina ormai da secoli, il Sauternes proviene da un attento assemblaggio di lotti vinificati a Sémillon e Sauvignon Blanc in percentuali sempre differenti (rispettivamente 90% e 10% per il millesimo 2010). Le vigne, insistenti su terreni dove la sabbia si mischia a ciottoli e ghiaia a coprire uno spesso strato di argilla, sono piantate con elevata fittezza per ettaro così da generare competizione per i nutrienti spingendo le radici sempre più in profondità, apportando un importante corredo minerale agli acini.

    La vendemmia 2010 è stata caratterizzata da un andamento climatico solo in parte regolare nel periodo primaverile, con temperature spesso sotto la media che hanno ritardato la fioritura. L’estate si è poi affacciata in modo intenso, con poche precipitazioni e temperature elevate, così da accelerare la maturazione ed annullare il ritardo vegetativo. La vendemmia è quindi iniziata il 22 Settembre ed è terminata il 9 Novembre, con più passaggi in vigna per raggiungere la desiderata concentrazione degli zuccheri negli acini aggrediti dalla muffa nobile.

    Una volta in cantina, le piccole cassette con le uve vengono trattate con la massima attenzione all’interno di processi di vinificazione lunghi e delicati tra acciaio e quindi legno, dove il vino va ad affinare per 20 mesi in barrique per metà di primo passaggio prima dell’imbottigliamento con uno zucchero residuo pari a 145 gr/l.

    In degustazione lo Château Suduiraut 2010 rivela un’incredibile complessità e bellezza, con la sua veste giallo dorato già corredata di decisi riflessi color ambra, brillante e decisamente consistente. Al naso questo Sauternes svela un bouquet complesso e strutturato, che tocca note candite, di miele d’acacia, di albicocca disidratata, quindi prugna gialla, zafferano, mandorla e quindi legno, impregnato a sua volta di sentori che ricordano il cacao, la vaniglia o lo zenzero. In bocca emerge opulenza e ricchezza, la sua grassezza riempie la bocca senza esagerare, con un dosaggio sublime degli zuccheri residui prima di un finale molto lungo e pieno.

    Château Suduiraut 2010 è un vino che impressiona per la sua bellezza e complessità, tali da arricchire qualsiasi tavola o da impreziosire una meditazione di certo ben più dolce e sontuosa del previsto.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Gran Cru Classé de Graves proposto da Château Pape Clément in rosso è un vino con una storia impressionante che rende questa cantina protagonista di un’attività produttiva nell’areale di Pessac che dura appunto da svariati secoli.

    Caratterizzato dalla più alta denominazione per la zona produttiva delle Graves, le vigne di Château Pape Clément insistono sul tipico terroir fortemente minerale di questa zona, composto anticamente da detriti portati dall’estuario della Garonna misti tra ciottoli arrotondati, rocce sminuzzate alternate ad argilla, gesso e sabbia con conchiglie. In poche parole, un mix fortemente minerale dove quarzo, quarzite, diaspro, agata, silice, calcio si alternano come componenti principali di un terreno povero, fortemente drenante, di spessore variabile fino a 3 metri di profondità. Le rocce riflettono ed assorbono i raggi solari, spesso deboli a queste latitudini, redistribuendo il calore durante la notte per contribuire ad una migliore maturazione delle uve all’interno di un microclima ideale in grado di variare completamente se ci si sposta più a Sud o a Nord dalla zona di Pessac.

    Château Pape Clément ha ormai da anni implementato un’agricoltura per singola parcella secondo il capitolato Terra Vitis, introducendo l’inerbimento nei vigneti, la lotta integrata, la vendemmia verde, l’utilizzo degli animali per la preparazione del suolo tanto da ottenere la certificazione HVE di terzo livello, il più elevato, fondata su obiettivi di biodiversità, fitosanitari e di utilizzo delle risorse irrigue.

    La vendemmia viene effettuata manualmente e precede una selezione dei singoli acini prima della pigiatura e del trasferimento per gravità in tini di legno da 30/70 ettolitri, dove inizia la fermentazione con macerazione per 30/40 giorni a cappello sommerso, prima della svinatura e del travaso, sempre per gravità, in barrique dove si svolge la fermentazione malolattica e l’affinamento di 18 mesi.

    In degustazione lo Château Pape Clément Rouge si presenta con una veste rosso rubino scuro decisamente consistente, aprendosi al naso con un bouquet elegante che spazia dalla frutta di bosco rossa alla violetta, da chiari sentori di erbe balsamiche ad un piacevole mix di spezie e note di tostatura. In bocca l’attacco è vigoroso e strutturato, decisamente elegante, con una trama tannica fitta ma non predominante che precede una chiusura molto persistente con ritorno fresco e speziato.

    Bere Château Pape Clément vuol dire immergersi appieno nella storia del vino di Bordeaux e godere delle mille sfumature che il terroir delle Graves dà al vino, tanto da lasciarne ampia traccia nella memoria di qualsiasi degustatore.

    AVAILABILITY: In stock

  • Supportato da un’ampia letteratura che ripercorre la storia vitivinicola del Medoc e delle sue singole e straordinarie denominazioni, Château Montrose Rouge esprime al meglio l’anima dell’areale di Saint-Estèphe e la qualità del terreno con vista sulla Garonna su cui insistono le vigne.

    Château Montrose ha storicamente beneficiato di una posizione particolarmente benevola e sfruttato appieno il suo potenziale nel tempo: terreni sabbiosi e ciottolosi, spesso in pendenza a favorirne il drenaggio, ricoprono uno spesso strato argilloso molto ricco in nutrienti e minerali a breve distanza dallo specchio d’acqua della Garonna, un estuario che garantisce un effetto regolatore naturale al fine di mitigare il freddo eccessivo invernale ed evitare le gelate primaverili oltre che l’afa estiva. Il sole ed il maestrale fanno il resto unitamente ad un’esposizione di vigneti per lo più pianeggianti da Nord verso Sud così da beneficiare della massima esposizione solare giornaliera.

    La vendemmia, che si protrae per circa un mese tra la metà di Settembre ed Ottobre, inizia con la raccolta del Merlot, la varietà più anticipata, per concludersi con il Cabernet Sauvignon. La selezione è maniacale e le singole piante oggetto di vendemmia vengono “assaggiate” giornalmente per comprendere le più piccole differenze nello stato di maturazione degli acini.

    Una volta in cantina, le uve vengono nuovamente selezionate, anche per mezzo di lettori ottici, e quindi vinificate parcella per parcella, mantenendo il processo produttivo separato in acciaio a temperatura controllata. Dopo una macerazione di circa 25 giorni, è con la svinatura che avviene la selezione delle parcelle che contribuiranno allo Château Montrose Rouge, gettando le basi per l’assemblaggio tra oltre 60 vini che avviene tipicamente in Dicembre, prima del passaggio in barrique nuove al 60% dove si svolge un’affinamento di 18 mesi con travasi trimestrali.

    In degustazione lo Château Montrose Rouge si presenta con una veste rosso rubino profondo decisamente consistente, aprendosi al naso con un bouquet elegante che spazia dalla mora e dal mirtillo, a note erbacee verdi e ad un mazzo di fiori primaverile, prima di annunciare note affumicate di tostatura. In bocca l’attacco è vigoroso e strutturato, decisamente elegante, con una trama tannica setosa e precisa che precede una chiusura molto persistente ed equilibrata.

    Château Montrose Rouge racchiude l’anima di Saint-Estèphe nel bicchiere, un’anima pronta sempre ad ogni evenienza e ben a suo agio nel caso in cui si volesse attendere qualche tempo per degustarlo, con pazienza.

    AVAILABILITY: In stock

  • Una zona relativamente nuova ma particolarmente promettente dal punto di vista enologico, un disegno imprenditoriale forte e ben strutturato che può già contare sulla fortunata esperienza di Castiglion del Bosco, un grande rispetto verso la natura, i suoi tempi ed il suo equilibrio: se ne potrebbero citare anche altri ma già questi aspetti ben introducono Tenuta Prima Pietra ed il grande lavoro che viene fatto di continuo per la sua crescita ed affermazione sui mercati più esigenti.

    La Tenuta ha sede presso la località I Prati nel comune di Riparbella, un territorio che guarda la valle del fiume Cecina a meridione ed il mare con l’arcipelago toscano a ponente. Sede del vigneto più alto della costa toscana, Tenuta Prima Pietra ha da qualche anno affiancato alla sua omonima linea classica un’eccellenza in stile bordolese a tiratura limitata, fortemente voluta da Massimo Ferragamo.

    Permassimo nasce appunto come classico blend bordolese con preponderanza di Cabernet Sauvignon, residuo di Franc ed un minimo saldo di Merlot. Le vigne, impiantate fino a 450 metri d’altezza con esposizione a Sud/Sud-Ovest, beneficiano di luce continua, sono protette dai venti di levante che spirano dall’interno spesso portando temperature più fredde ed invece beneficiano di quello che più a sud si chiama “ponentino”, ovvero le brezze marine. L’altitudine fa il resto, garantendo una buona escursione termica nei mesi caldi così da permettere una maturazione più lenta e concentrata, anche grazie all’elevata densità di ceppi per ettaro.

    Splendidi i terreni su cui insiste Tenuta Prima Pietra: il vicino Poggio Nocola fornisce elementi ferrosi e minerali che il terreno argilloso fa suoi e che trasmette alle uve donando complessità ed eleganza, aiutando i tralci nei periodi di maggior stress idrico.

    L’annata 2016 si è caratterizzata da precipitazioni contenute nel periodo invernale e temperature miti in quello primaverile, tanto da anticipare la fioritura. La calda estate maremmana ha generato condizioni di stress idrico a sua volta compensato dalle piogge settembrine, che hanno portato ad una vendemmia svoltasi durante quasi tutto Settembre seguendo il grado di maturazione delle singole uve.

    Il risultato è un vino raffinato, elegante, complesso, con un colore molto vivo e concentrato nel bicchiere, un naso che sprigiona forti sentori di frutta rossa croccante e polposa, note minerali lievemente ferrose e chiusura erbacea che ricorda la macchia mediterranea. Tannini finemente cesellati accompagnano un sorso dove la morbidezza si equilibra bene con acidità e mineralità, a supporto di un corpo robusto ed una chiusura intensa e decisamente persistente.

    Sono 2580 le bottiglie prodotte nell’annata 2016, rigorosamente numerate a mano.

    AVAILABILITY: In stock

  • Dalla vigna più rappresentativa della storica tenuta Ciacci Piccolomini d’Aragona in territorio di Castelnuovo dell’Abate nasce il Brunello di riferimento per questa cantina, prodotto dal 1990 solo nelle annate migliori (sono state saltate quattro vendemmie) e che da sempre trasmette la filosofia produttiva e la migliore espressione del territorio montalcinese.

    Poco più di undici gli ettari di questo cru, esposti a meridione e che insistono su suoli a medio impasto e galestro di origine eocenica con altitudine variabile tra i 240 ed  360 metri sul livello del mare. Critico il ruolo del terroir in questo Brunello capace di confermare delle vette qualitative altissime anno dopo anno: la zona di Castelnuovo dell’Abate ha una sua peculiarità pedoclimatica e si caratterizza spesso per delle temperature estive al di sopra della media degli altri versanti montalcinesi e precipitazioni ridotte, anche a fronte della mole del vicino Monte Amiata.

    Il risultato finale è eccellente: un corretto grado di acidità, una trama tannica pronunciata all’interno di una struttura bilanciata ed armonica, a confermare l’elevata qualità delle uve giunte a raccolta ed il grande potenziale di invecchiamento.

    La complessità è evidente già ad un primo esame olfattivo: le note di frutta matura a bacca rossa ricordano bene il lampone ed il ribes, che si alternano in modo leggiadro a decise note speziate a base di pepe nero, chiodo di garofano e vaniglia.

    L’assaggio conferma le premesse, consegnando un vino fresco, dal tannino vigoroso, di corpo e con una decisa persistenza gusto-olfattiva, premesse eccellenti per un lungo invecchiamento.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Brunello di Montalcino di Biondi Santi è un vino leggenda, famoso in tutto il mondo, che affonda le radici in un lontano passato. Un mito che si perpetua di anno in anno, da quando uscì la prima etichetta che riportava la dicitura Brunello, nella sua versione “riserva” è da sempre prodotto dai vigneti del Greppo di oltre 25 anni di età e solamente in quelle annate ritenute come eccezionali.
    Nel calice si presenta di un bel rosso rubino luminoso.
    Al naso si percepiscono sentori complessi e variegati che partono dalla viola, frutta a bacca scura, ciliegia, susina, con un tocco di erbe aromatiche, liquirizia, cannella, ginger, tabacco e una lieve tostatura. Il sorso è glicerico seppur austero, minerale, speziato e lunghissimo.
    Un perfetto vino da meditazione, ma capace di far zittire al primo sorso un tavolo di appassionati.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Brunello di Montalcino di Biondi Santi è un vino leggenda, famoso in tutto il mondo, che affonda le radici in un lontano passato. Un mito che si perpetua di anno in anno, da quando uscì la prima etichetta che riportava la dicitura Brunello e che, di vendemmia in vendemmia, rinnova la visione che ha ispirato Clemente Santi nel creare il primo leggendario Brunello oltre un secolo fa.

    Nel corso dei decenni poco è cambiato nello stile del vino, tanto nello stile della cantina, da sempre depositaria di una tradizione che viene preservata con rispetto e rigore, pretendendo tanto dalle proprie vigne, dal proprio suolo e dal proprio microclima per poi esigere altrettanto rigore in cantina durante le fasi di affinamento, generalmente più durature rispetto a quanto previsto dal disciplinare montalcinese.

    In degustazione il Brunello si presenta con una veste rubino con lievi riflessi granati, corredato da un bouquet olfattivo ampio che spazia dalle note di ciliegia dolce e croccante al timo, al rosmarino ed all’elicriso, con ulteriori sentori di tabacco. Al sorso svela una personalità complessa e raffinata, è caldo, delicato, con tannini morbidi ma corposi ed una freschezza che lo rende vivo e pulito in bocca, chiudendo con una persistenza senza fine che sorprende per una spiccata acidità.

    Oggi come più di cento anni fa il Brunello di Montalcino Biondi Santi emoziona già nell’intravedere l’etichetta, per poi esaltare l’attesa del degustatore fino ad una magia che si svela al naso ed in bocca.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Brunello di Montalcino di Biondi Santi è un vino leggenda, famoso in tutto il mondo, che affonda le radici in un lontano passato. Un mito che si perpetua di anno in anno, da quando uscì la prima etichetta che riportava la dicitura Brunello e che, di vendemmia in vendemmia, rinnova la visione che ha ispirato Clemente Santi nel creare il primo leggendario Brunello oltre un secolo fa.

    Nel corso dei decenni poco è cambiato nello stile del vino, tanto nello stile della cantina, da sempre depositaria di una tradizione che viene preservata con rispetto e rigore, pretendendo tanto dalle proprie vigne, dal proprio suolo e dal proprio microclima per poi esigere altrettanto rigore in cantina durante le fasi di affinamento, generalmente più durature rispetto a quanto previsto dal disciplinare montalcinese.

    In degustazione il Brunello si presenta con una veste rubino con lievi riflessi granati, corredato da un bouquet olfattivo ampio che spazia dalle note di ciliegia dolce e croccante al timo, al rosmarino ed all’elicriso, con ulteriori sentori di tabacco. Al sorso svela una personalità complessa e raffinata, è caldo, delicato, con tannini morbidi ma corposi ed una freschezza che lo rende vivo e pulito in bocca, chiudendo con una persistenza senza fine che sorprende per una spiccata acidità.

    Oggi come più di cento anni fa il Brunello di Montalcino Biondi Santi emoziona già nell’intravedere l’etichetta, per poi esaltare l’attesa del degustatore fino ad una magia che si svela al naso ed in bocca.

    AVAILABILITY: In stock

No products were found matching your selection.

Navigation

Il Tuo Carrello

Viewed

Recently Viewed

Close

Categories