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Brunello di Montalcino Riserva 2013 Collezione Zodiaco Magnum

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  • Il Barbaresco di Gaja è uno dei vini italiani più prestigiosi, eleganti e conosciuti in tutto il mondo, testimone di uno stile unico ed inconfondibile, una vera icona del vino Piemontese e italiano.
    A testimonianza del suo prestigioso successo, basti ricordare che il Barbaresco Gaja del 1985 è stato definito da Wine Spectator come “il miglior Vino mai prodotto in Italia”.

    Intenso, morbido e vellutato, questo vino rosso nasce da uve Nebbiolo selezionate manualmente da 14 diversi vigneti collocati nei comuni di Barbaresco e di Treiso, una molteplicità di terroir che ritroviamo nelle innumerevoli sfaccettature gusto-olfattive che rendono questo Vino “il Barbaresco” per antonomasia.
    Ben 14 i vigneti coinvolti nel comune di Barbaresco, con un’altitudine che varia tra i 250 e i 330 metri sul mare, per una superficie totale di 21,4 ettari.
    L’affinamento prevede 1 anno in barrique, separatamente per ciascun uvaggio; successivamente, dopo l’assemblaggio, altrettanti 12 mesi in botti grandi, e per finire un altro anno in bottiglia prima di essere messo in commercio. Indiscutibilmente emozionante già da subito, si suggerisce – come buona regola per la maggior parte dei vini di Gaja – di lasciarlo riposare in cantina qualche anno per apprezzarne al meglio le grandi qualità che matureranno col tempo.
    Nel calice il Barbaresco di Gaja ha un colore granato intenso con riflessi aranciati, al naso l’impatto olfattivo è chiaro e determinato, con fragranze ben definite di frutti di bosco, mirtilli, ciliegia, ma anche note floreali di violette, ricordi speziati e minerali.
    Al sorso è armonioso ed elegante. La trama tannica è equilibrata e molto raffinata.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Barbaresco di Gaja è uno dei vini italiani più prestigiosi, eleganti e conosciuti in tutto il mondo, testimone di uno stile unico ed inconfondibile, una vera icona del vino Piemontese e italiano.
    A testimonianza del suo prestigioso successo, basti ricordare che il Barbaresco Gaja del 1985 è stato definito da Wine Spectator come “il miglior Vino mai prodotto in Italia”.

    Intenso, morbido e vellutato, questo vino rosso nasce da uve Nebbiolo selezionate manualmente da 14 diversi vigneti collocati nei comuni di Barbaresco e di Treiso, una molteplicità di terroir che ritroviamo nelle innumerevoli sfaccettature gusto-olfattive che rendono questo Vino “il Barbaresco” per antonomasia.

    Ben 14 i vigneti coinvolti nel comune di Barbaresco, con un’altitudine che varia tra i 250 e i 330 metri sul mare, per una superficie totale di 21,4 ettari.
    L’affinamento prevede 1 anno in barrique, separatamente per ciascun uvaggio; successivamente, dopo l’assemblaggio, altrettanti 12 mesi in botti grandi, e per finire un altro anno in bottiglia prima di essere messo in commercio. Indiscutibilmente emozionante già da subito, si suggerisce – come buona regola per la maggior parte dei vini di Gaja – di lasciarlo riposare in cantina qualche anno per apprezzarne al meglio le grandi qualità che matureranno col tempo.
    Nel calice il Barbaresco di Gaja ha un colore granato intenso con riflessi aranciati, al naso l’impatto olfattivo è chiaro e determinato, con fragranze ben definite di frutti di bosco, mirtilli, ciliegia, ma anche note floreali di violette, ricordi speziati e minerali.
    Al sorso è armonioso ed elegante. La trama tannica è equilibrata e molto raffinata.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Brunello Vigna Schiena d’Asino di Mastrojanni, giunto alla sesta vendemmia a partire dalla prima produzione nel 2007 (saltati i millesimi 2009, 2011 e 2014) è la massima espressione di Brunello di Montalcino della cantina, che condensa al meglio la ricchezza e l’intensità del Sangiovese Grosso nell’annata eccellente che è stata la 2015 in quel di Castelnuovo dell’Abate, dove le uve, impiantate su un solo ettaro caratterizzato da morbide pendenze con suoli ciottolosi e tufacei, beneficiano di uno splendido microclima che rende eccezionale la produzione di questa storica cantina.

    Prodotto con uve dalle basse rese accuratamente selezionate più volte, il Vigna Schiena d’Asino, nelle sue 6000 unità, fa attendere le sue folte schiere di ammiratori ed appassionati un periodo di affinamento in botti di rovere di Allier da 16 ettolitri lungo ben 42 mesi, prima di riposarne in bottiglia ulteriori dodici mesi a completamento di un affinamento molto prolungato e ben oltre i dettami del rigoroso disciplinare montalcinese.

    Dalla grande eleganza nel bicchiere grazie ad una veste rosso rubino profondo e brillante, al naso lo Schiena d’Asino mostra un bouquet ricco che spazia da note di prugna rossa matura al lampone, ribes e mora di rovo, mostrando anche chiari sentori mediterranei che rimandano al timo, al rosmarino e ad un tocco di lavanda, prima di svelare dei terziari riconducibili al tabacco ed ad una lieve tostatura. In bocca è nobile, vigoroso ma anche austero, scorre agile in bocca con una piacevole profondità supportata da un’acidità ben presente che anticipa una straordinaria longevità, prima di un finale ben persistente con un ritorno fruttato.

    Il Brunello di Montalcino Schiena d’Asino 2015 di Mastrojanni si conferma un’eccezionale espressione del singolo vigneto rispettando appieno lo stile potente, elegante e setoso della cantina. Caratterizzato da una produzione molto limitata a fronte dell’esigua superficie vitata, Schiena d’Asino è una vera e propria riserva diventata ormai un riferimento per Montalcino, summa della filosofia produttiva di Mastrojanni.

    AVAILABILITY: In stock

  • Sofisticato, elegante, raffinato, accompagnato da profumi di spezie e liquirizia, tannini morbidi e suadenti… siamo in Piemonte, nel comune di La Morra, e ci apprestiamo a stappare uno straordinario Barolo che da anni ottiene puntualmente i consensi dalla critica enologica nazionale ed internazionale.

    Barolo Riserva Rocche dell’Annunziata è un Vino della cantina di Paolo Scavino che rappresenta a pieno quella passione e quella devozione per la terra che hanno ispirato il suo fondatore nel lontano 1921.
    Il Nebbiolo in particolare trova in questa azienda un posto d’onore: massima attenzione è dedicata a questo vitigno che viene interpretato ed esaltato al fine di comunicarne tutte le minime caratteristiche.

    Riserva Rocche dell’Annunziata è certamente un’eccellente espressione del Piemonte: un Vino prestigioso nato dai più vecchi vigneti della zona le cui caratteristiche sono amplificate dal lungo invecchiamento in botti di rovere, una maturazione che lascia il segno di una sofisticata tradizione.
    Affascinante, nel calice appare con il suo tipico colore rosso granato brillante e riflessi aranciati. Al naso inebriano i suoi profumi speziati e balsamici, mitigati da sentori di frutti rossi e liquirizia. Al sorso è corposo, pieno, aggraziato e piacevolmente fresco, con tannini robusti che lo rendono morbido ed equilibrato.

    Ottimo se volete fare un regalo, ancor più se verrà lasciato in cantina per essere riscoperto tra qualche anno.

    AVAILABILITY: In stock

  • Sofisticato, elegante, raffinato, accompagnato da profumi di spezie e liquirizia, tannini morbidi e suadenti… siamo in Piemonte, nel comune di La Morra, e ci apprestiamo a stappare uno straordinario Barolo che da anni ottiene puntualmente i consensi dalla critica enologica nazionale ed internazionale.

    Barolo Riserva Rocche dell’Annunziata è un Vino della cantina di Paolo Scavino che rappresenta a pieno quella passione e quella devozione per la terra che hanno ispirato il suo fondatore nel lontano 1921.
    Il Nebbiolo in particolare trova in questa azienda un posto d’onore: massima attenzione è dedicata a questo vitigno che viene interpretato ed esaltato al fine di comunicarne tutte le minime caratteristiche.

    Riserva Rocche dell’Annunziata è certamente un’eccellente espressione del Piemonte: un Vino prestigioso nato dai più vecchi vigneti della zona le cui caratteristiche sono amplificate dal lungo invecchiamento in botti di rovere, una maturazione che lascia il segno di una sofisticata tradizione.
    Affascinante, nel calice appare con il suo tipico colore rosso granato brillante e riflessi aranciati. Al naso inebriano i suoi profumi speziati e balsamici, mitigati da sentori di frutti rossi e liquirizia. Al sorso è corposo, pieno, aggraziato e piacevolmente fresco, con tannini robusti che lo rendono morbido ed equilibrato.

    Ottimo se volete fare un regalo, ancor più se verrà lasciato in cantina per essere riscoperto tra qualche anno.

    AVAILABILITY: In stock

  • La Barbera è Giacomo Bologna e Giacomo Bologna è la Barbera, nel senso che deve la fortuna della bellissima azienda che ha creato a questo vigneto, portato alla massima espressione proprio dal Bricco dell’Uccellone.

    Storia singolare quella dell’Uccellone, soprannome dispregiativo dato a una donna che abitava su una collina vitata di proprietà a Rocchetta Tanaro e contraddistinta da un naso a becco d’uccello ed un vestiario scuro, monotono, per lo più nero: il soprannome si diffuse in paese e Giacomo Bologna, che in quanto a simpatia e scherzosità non era secondo a nessuno, trasse ispirazione nel lontano 1982 per la sua prima Barbera riserva affinata in barrique, la prima di una lunga serie fortunata che ha cambiato il destino di questo uvaggio a livello sia nazionale che oltre confine.

    Terreni a medio impasto tra sabbia ed argilla da cui si ottengono vini dallo spettro aromatico e gustativo intenso: è il terroir di Rocchetta Tanaro, nell’astigiano, dove insistono i vigneti di Braida a 160 metri di altezza ed esposizione Sud/Sud-Ovest.

    Rivoluzionaria l’intuizione di Giacomo Bologna legata all’uso della barrique per affinare la Barbera, esperimento mai effettuato in precedenza che ha cambiato completamente la resa di tale vitigno esaltandone il potenziale da invecchiamento.

    Certo, è sempre e comunque una Barbera e come tale dev’essere apprezzata: un vino conviviale, generoso, affabile ed affidabile, ma che sa esprimersi in modo ampio e complesso al degustatore più esigente, proponendo uno spettro variegato di sentori che spaziano dalla piccola frutta rossa alle spezie dolci, al sottobosco, a note balsamiche. Potrebbe ricordare vini piemontesi blasonati per un comportamento per certi versi austero e raffinato, di gran classe, ma ci piace pensare che, sotto sotto, vi sia comunque quella Barbera “monella” da cui tutto ebbe inizio.

    AVAILABILITY: In stock

  • La Barbera è Giacomo Bologna e Giacomo Bologna è la Barbera, nel senso che deve la fortuna della bellissima azienda che ha creato a questo vigneto, portato alla massima espressione proprio dal Bricco dell’Uccellone.

    Storia singolare quella dell’Uccellone, soprannome dispregiativo dato a una donna che abitava su una collina vitata di proprietà a Rocchetta Tanaro e contraddistinta da un naso a becco d’uccello ed un vestiario scuro, monotono, per lo più nero: il soprannome si diffuse in paese e Giacomo Bologna, che in quanto a simpatia e scherzosità non era secondo a nessuno, trasse ispirazione nel lontano 1982 per la sua prima Barbera riserva affinata in barrique, la prima di una lunga serie fortunata che ha cambiato il destino di questo uvaggio a livello sia nazionale che oltre confine.

    Terreni a medio impasto tra sabbia ed argilla da cui si ottengono vini dallo spettro aromatico e gustativo intenso: è il terroir di Rocchetta Tanaro, nell’astigiano, dove insistono i vigneti di Braida a 160 metri di altezza ed esposizione Sud/Sud-Ovest.

    Rivoluzionaria l’intuizione di Giacomo Bologna legata all’uso della barrique per affinare la Barbera, esperimento mai effettuato in precedenza che ha cambiato completamente la resa di tale vitigno esaltandone il potenziale da invecchiamento.

    Certo, è sempre e comunque una Barbera e come tale dev’essere apprezzata: un vino conviviale, generoso, affabile ed affidabile, ma che sa esprimersi in modo ampio e complesso al degustatore più esigente, proponendo uno spettro variegato di sentori che spaziano dalla piccola frutta rossa alle spezie dolci, al sottobosco, a note balsamiche. Potrebbe ricordare vini piemontesi blasonati per un comportamento per certi versi austero e raffinato, di gran classe, ma ci piace pensare che, sotto sotto, vi sia comunque quella Barbera “monella” da cui tutto ebbe inizio.

    AVAILABILITY: In stock

  • Prodotto in sole 3,150 bottiglie e 100 magnum (2019), Profumo di Vulcano è degna espressione del terroir di riferimento: le uve, Nerello Mascalese e Cappuccio in prevalenza, vantano l’appartenenza ad alcune vigne di età secolare pre-filossera, protette da un terreno che letteralmente sprofonda sotto i piedi! La forte escursione termica garantita dai 600 metri di altitudine e dalla posizione riparata della cantina Federico Graziani, inoltre, ne determina una lenta maturazione, tutta a vantaggio della complessità gusto-olfattiva.

    Con il suo rosso rubino carico di riflessi granati, Profumo di Vulcano arriva al naso elegante, con netti richiami di frutti di bosco, che piano piano lasciano spazio a sentori terziari, figli della permanenza in legno, tra cui emerge il tabacco, accompagnato da erbe aromatiche. In bocca regala emozioni ancora più forti combinando una complessità ed una morbidezza contraddistinte da un accattivante retrogusto di cacao. Un tannino nobile, ma vivace, garantisce una lunga persistenza ed al contempo lascia presagire interessanti margini di maturazione futura. Benvenuti sull’Etna!

    AVAILABILITY: In stock

  • Prodotto in sole 3,150 bottiglie e 100 magnum (2019), Profumo di Vulcano è degna espressione del terroir di riferimento: le uve, Nerello Mascalese e Cappuccio in prevalenza, vantano l’appartenenza ad alcune vigne di età secolare pre-filossera, protette da un terreno che letteralmente sprofonda sotto i piedi! La forte escursione termica garantita dai 600 metri di altitudine e dalla posizione riparata della cantina Federico Graziani, inoltre, ne determina una lenta maturazione, tutta a vantaggio della complessità gusto-olfattiva.

    Con il suo rosso rubino carico di riflessi granati, Profumo di Vulcano arriva al naso elegante, con netti richiami di frutti di bosco, che piano piano lasciano spazio a sentori terziari, figli della permanenza in legno, tra cui emerge il tabacco, accompagnato da erbe aromatiche. In bocca regala emozioni ancora più forti combinando una complessità ed una morbidezza contraddistinte da un accattivante retrogusto di cacao. Un tannino nobile, ma vivace, garantisce una lunga persistenza ed al contempo lascia presagire interessanti margini di maturazione futura. Benvenuti sull’Etna!

    AVAILABILITY: In stock

  • Come si suol dire, “a volte ritornano”: nel caso di Bollinger, a volte la Maison ritorna con un’uscita unica, uno champagne slegato da qualsiasi serie che lo vede rilasciato a distanza di dieci anni da un’edizione simile nelle intenzioni, ma non nel contenuto.

    B13 è un Blanc de Noirs a base di solo Pinot Noir proveniente esclusivamente dalla Montagne de Reims, nello specifico da 5 Cru composti al 92% da Grand Cru (Verzenay ed Aÿ) ed all’8% da Premier Cru (Avenay Val d’Or, Mareuil-sur-Aÿ e Tauxières-Mutry), per lo più di proprietà, presentandosi come un tributo ai valori enologici ed ambientali della Maison Bollinger.

    Proveniente da un millesimo difficile, con un lungo inverno caratterizzato da gelo e neve, da una primavera instabile con molte precipitazioni ed un’estate calda anch’essa investita da piogge frequenti tanto da portare ad una vendemmia molto tardiva come non se ne vedevano da 25 anni effettuata tra il 30 Settembre ed il 15 Ottobre, B13 ha sfidato le premesse ed ha motivato la Maison a fare il massimo per elaborare uno champagne eccellente anche beneficiando di uve che, nonostante tutto, si sono rivelate di ottima qualità grazie agli ampi sforzi per una viticoltura sostenibile in vigna.

    Vinificato in legno di quercia, il Pinot Nero ha ricevuto un tiraggio con bouchon liége per poi spendere 7 anni sui lieviti prima della sboccatura avvenuta nel Marzo 2021 e del rilascio sul mercato con un dosaggio pari a 6 gr/litro.

    In degustazione B13 si presenta di color oro brillante corredato da una bollicina elegante, numerosa ed infinitamente persistente, svelandosi al naso ricco e complesso, con note agrumate di arancia navel, mandarino e cedro, di pesca e susina gialla, di mandorla pelata fresca, nocciola, pepe nero e leggeri toni affumicati.

    Al palato emerge una grande energia e freschezza supportate da un’effervescenza mai doma tale da rendere la beva tesa e diretta, prima di aprirsi ad un deciso profilo minerale che porta una persistente salinità in chiusura.

    B13 è uno champagne unico in quanto frutto di un’annata unica, richiamata anche in etichetta dove predominano le tonalità chiare a ricordo della neve e del gelo sofferto dalle vigne, dimostrando l’immensa capacità della Maison Bollinger di elaborare uno champagne eccellente anche partendo da premesse oggettivamente complesse.

    Non è prevedibile, al momento, se la serie “B” verrà proseguita: nel dubbio, meglio iniziare a fare scorta.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Brunello di Montalcino Vecchie Vigne di Siro Pacenti è una produzione selezionata di questa cantina che sfrutta al massimo il potenziale dei vitigni più anziani, con oltre 35 anni di età, insistenti sui suoli di Pelagrilli e Piancornello, consegnando un vino che utilizza la tecnica dell’assemblaggio utilizzando una regola più stringente del classico blend su base esclusivamente geografica.

    Prodotto con uve dalle rese volutamente limitate a circa 800/1000 grammi per ceppo, raccolte a mano ed accuratamente selezionate più volte, il Brunello di Montalcino Vecchie Viti, vino di riferimento per Siro Pacenti con una produzione annua stimata attorno a 25.000 bottiglie, fa attendere le sue folte schiere di ammiratori ed appassionati un periodo di affinamento in barrique lungo 24 mesi, prima di ulteriori 2 anni di riposo in bottiglia antecedenti al rilascio al pubblico.

    L’annata 2016 è universalmente acclarata come eccezionale, un’annata che ricorda i picchi qualitativi raggiunti nel 1990 e mai più riproposti. Il meteo è stato veramente clemente nel corso dei mesi, seguendo bene le stagioni e garantendo piogge nei periodi giusti, senza generare stress idrici nel periodo estivo anche in quella zona più difficile che è l’area a Sud di Montalcino dove si trova Piancornello, mentre l’areale a Nord/Nord-Ovest dove si posiziona Pelagrilli ha beneficiato di un meteo da manuale.

    Il risultato finale è eccellente: elevata acidità, trama tannica già elegante e senza spigoli, un corpo ben bilanciato, a confermare l’elevata qualità delle uve giunte a raccolta ed il grande potenziale di invecchiamento.

    Dalla grande eleganza nel bicchiere grazie ad una veste rosso rubino scuro e concentrato, al naso il Brunello mostra un bouquet ricco che spazia da note di ciliegia scura e marasca ad una confettura di frutti rossi, continuando con sottobosco e terriccio, note di cuoio, liquirizia, tabacco e legno tostato. In bocca l’attacco è muscoloso e corposo, con il tannino a governare l’esperienza tattile in ogni sfumatura grazie al suo sinuoso incedere che sa alternare la forza alla delicatezza, in un continuo saliscendi di emozioni gustative impreziosite da una generosa freschezza e da una lunga persistenza alla deglutizione.

    Il Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2016 di Siro Pacenti si conferma un’eccezionale espressione del territorio e della coerenza esecutiva posta da questa storica cantina alla propria filosofia produttiva.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Brunello di Montalcino di Mastrojanni è quel vino che introduce nel modo più diretto possibile la qualità dell’annata montalcinese in quel di Castelnuovo dell’Abate, dove le uve di Sangiovese Grosso beneficiano di uno splendido microclima che rende eccezionale la produzione di questa storica cantina.

    Prodotto con uve dalle basse rese accuratamente selezionate più volte il Brunello di Montalcino fa attendere le sue folte schiere di ammiratori ed appassionati un periodo di affinamento in botti di rovere di Allier di grandezza variabile tra i 16, 33 e 54 ettolitri lungo 36 mesi, prima di riposarne in bottiglia ulteriori sei mesi come requisito minimo.

    L’annata 2016 è universalmente acclarata come eccezionale, un’annata che ricorda i picchi qualitativi raggiunti nel 1990 e mai più riproposti. Il meteo è stato veramente clemente nel corso dei mesi, seguendo bene le stagioni e garantendo piogge nei periodi giusti, senza generare stress idrici nel periodo estivo anche in quella zona più difficile che è l’area a Sud di Montalcino.

    Il risultato è eccellente: elevata acidità, trama tannica già elegante e senza spigoli, un corpo ben bilanciato, a confermare l’elevata qualità delle uve giunte a raccolta ed il grande potenziale di invecchiamento.

    Dalla grande eleganza nel bicchiere grazie ad una veste rosso rubino vivo e luminoso, al naso il Brunello mostra un bouquet ricco che spazia da note di prugna rossa matura e marasca a sentori di sottobosco e terra, di pietra frantumata e di spezie dolci. In bocca l’attacco è veemente, nobile, imponente, con il tannino a governare l’esperienza tattile in ogni sfumatura grazie al suo sinuoso incedere che sa alternare la forza alla delicatezza, in un continuo saliscendi di emozioni gustative impreziosite da una generosa freschezza e da una sapidità che si avverte piacevolmente nel finale.

    Il Brunello di Montalcino 2016 di Mastrojanni si conferma un’eccezionale espressione del territorio ed un’ulteriore conferma del grande lavoro, sempre più apprezzato, di una cantina storica il cui nuovo corso sta solo completando un percorso ben radicato nel terreno, conferendole un’aura che di sicuro ha sempre meritato sul campo.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Brunello Vigna Loreto di Mastrojanni, giunto alla nona vendemmia a partire dalla prima produzione nel 2007 (si è saltato il millesimo 2014) è il Cru più recente della cantina, che estremizza al meglio la ricchezza e la potenza Sangiovese Grosso nell’annata perfetta che è stato il 2016 a Castelnuovo dell’Abate, dove le uve impiantate su suoli ciottolosi e tufacei beneficiano di uno splendido microclima che rende eccezionale la produzione di questa storica cantina.

    Prodotto con uve dalle basse rese accuratamente selezionate più volte il Vigna Loreto fa attendere le sue folte schiere di ammiratori ed appassionati un periodo di affinamento in botti di rovere di Allier di grandezza variabile tra i 16, 25 e 33 ettolitri lungo 36 mesi, prima di riposarne in bottiglia ulteriori otto mesi.

    L’annata 2016 è universalmente acclarata come eccezionale, un’annata che ricorda i picchi qualitativi raggiunti nel 1990 e mai più riproposti. Il meteo è stato veramente clemente nel corso dei mesi, seguendo bene le stagioni e garantendo piogge nei periodi giusti, senza generare stress idrici nel periodo estivo anche in quella zona più difficile che è l’area a Sud di Montalcino.

    Il risultato è eccellente: elevata acidità, trama tannica già elegante e senza spigoli, un corpo ben bilanciato, a confermare l’elevata qualità delle uve giunte a raccolta ed il grande potenziale di invecchiamento.

    Dalla grande eleganza nel bicchiere grazie ad una veste rosso rubino profondo e brillante, al naso il Brunello mostra un bouquet ricco che spazia da note di prugna rossa matura e marasca a sentori di spezie dolci e di foglia di tabacco fresco. In bocca l’attacco è ampio, potente ed avvolgente, con il tannino a governare l’esperienza tattile in ogni sfumatura grazie alla sua elegante fittezza e sensualità, ben spalleggiato da un’acidità croccante e succosa prima di un finale vellutato e decisamente elegante nella sua persistenza.

    Il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2016 di Mastrojanni si conferma un’eccezionale espressione del singolo vigneto rispettando appieno lo stile potente, elegante e setoso della cantina. Vigna Loreto è un Cru diventato ormai un riferimento per Montalcino e non solo, prodotto in quantità limitate e ben favorito dalla più esigente critica internazionale, un must-have di ogni cantina che ha davanti un’incredibile longevità potenziale.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Brunello Vigna Loreto di Mastrojanni, giunto alla nona vendemmia a partire dalla prima produzione nel 2007 (si è saltato il millesimo 2014) è il Cru più recente della cantina, che estremizza al meglio la ricchezza e la potenza Sangiovese Grosso nell’annata perfetta che è stato il 2016 a Castelnuovo dell’Abate, dove le uve impiantate su suoli ciottolosi e tufacei beneficiano di uno splendido microclima che rende eccezionale la produzione di questa storica cantina.

    Prodotto con uve dalle basse rese accuratamente selezionate più volte il Vigna Loreto fa attendere le sue folte schiere di ammiratori ed appassionati un periodo di affinamento in botti di rovere di Allier di grandezza variabile tra i 16, 25 e 33 ettolitri lungo 36 mesi, prima di riposarne in bottiglia ulteriori otto mesi.

    L’annata 2016 è universalmente acclarata come eccezionale, un’annata che ricorda i picchi qualitativi raggiunti nel 1990 e mai più riproposti. Il meteo è stato veramente clemente nel corso dei mesi, seguendo bene le stagioni e garantendo piogge nei periodi giusti, senza generare stress idrici nel periodo estivo anche in quella zona più difficile che è l’area a Sud di Montalcino.

    Il risultato è eccellente: elevata acidità, trama tannica già elegante e senza spigoli, un corpo ben bilanciato, a confermare l’elevata qualità delle uve giunte a raccolta ed il grande potenziale di invecchiamento.

    Dalla grande eleganza nel bicchiere grazie ad una veste rosso rubino profondo e brillante, al naso il Brunello mostra un bouquet ricco che spazia da note di prugna rossa matura e marasca a sentori di spezie dolci e di foglia di tabacco fresco. In bocca l’attacco è ampio, potente ed avvolgente, con il tannino a governare l’esperienza tattile in ogni sfumatura grazie alla sua elegante fittezza e sensualità, ben spalleggiato da un’acidità croccante e succosa prima di un finale vellutato e decisamente elegante nella sua persistenza.

    Il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2016 di Mastrojanni si conferma un’eccezionale espressione del singolo vigneto rispettando appieno lo stile potente, elegante e setoso della cantina. Vigna Loreto è un Cru diventato ormai un riferimento per Montalcino e non solo, prodotto in quantità limitate e ben favorito dalla più esigente critica internazionale, un must-have di ogni cantina che ha davanti un’incredibile longevità potenziale.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Saffredi ormai da più di trent’anni un’etichetta di riferimento nel caleidoscopico mondo del vino rosso toscano, parte del gruppo dei cosiddetti Supertuscan che ha contribuito ad issare la bandiera della Maremma grossetana sul tetto del mondo.

    Voluto fortemente da Elisabetta Geppetti per dedicarlo al padre Fredi con l’aiuto del grande enologo Giacomo Tachis, questo vino proviene da un singolo vigneto situato a Pereta, a circa 250 metri di altitudine sul livello del mare, sulla strada che da Scansano si dirige a Sud-Ovest verso Magliano in Toscana e quindi verso la laguna di Orbetello. Sono 14 gli ettari dedicati al Saffredi composti dalla cosiddetta vigna vecchia, impiantata nel 1985 con esposizione Sud-Ovest e dalla vigna nuova, risalente al 2006, con esposizione Sud-Est, impiantati su terreni con prevalenza di arenaria, poca sostanza organica e tracce di argilla.

    Con una densità di impianto pari a 4000 ceppi/ettaro ed una resa volutamente contenuta a 50 quintali, le uve provenienti dai vitigni alloctoni che compongono il Saffredi svolgono una prima fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata pari a 26 gradi centigradi, con macerazione sulle bucce fino a 45 giorni prima del travaso in barrique, nuove per il 70%, dove si avvia un affinamento di 18 mesi prima dell’imbottigliamento e del rilascio al pubblico.

    L’annata 2019 è stata qualitativamente molto positiva, con un aumento generalizzato delle rese in tutta l’area maremmana e condizioni fitosanitarie e di maturazione eccellenti al momento della vendemmia, effettuata nella prima metà di Settembre per il Merlot e nella prima di Ottobre per Cabernet Sauvignon e Petit Verdot.

    Dalla grande eleganza nel bicchiere grazie ad una veste rosso rubino scuro e concentrato, al naso il Saffredi mostra un bouquet ampio che spazia da note di frutta di bosco come la mora, il ribes nero e la prugna a sentori floreali di viola, continuando con decise note di lavanda, rosmarino e menta, quindi roccia frantumata, cuoio e persino asfalto ed inchiostro. Al sorso è potente ed intenso, capace di bilanciare la sua forza in modo delicato grazie a tannini rotondi e setosi, al pari di un ottimo bilanciamento tra acidità e sapidità prima di una chiusura lunghissima ed armoniosa.

    Il Saffredi è un vino che non ha bisogno di presentazioni, è una certezza nell’universo enologico toscano e, nello specifico, maremmano in grado di confermarsi anno dopo anno grazie al tocco sempre elegante, aggraziato ma anche fermo e deciso di Elisabetta Geppetti, eccezionale Signora del vino italiano.

    AVAILABILITY: In stock

  • Il Saffredi ormai da più di trent’anni un’etichetta di riferimento nel caleidoscopico mondo del vino rosso toscano, parte del gruppo dei cosiddetti Supertuscan che ha contribuito ad issare la bandiera della Maremma grossetana sul tetto del mondo.

    Voluto fortemente da Elisabetta Geppetti per dedicarlo al padre Fredi con l’aiuto del grande enologo Giacomo Tachis, questo vino proviene da un singolo vigneto situato a Pereta, a circa 250 metri di altitudine sul livello del mare, sulla strada che da Scansano si dirige a Sud-Ovest verso Magliano in Toscana e quindi verso la laguna di Orbetello. Sono 14 gli ettari dedicati al Saffredi composti dalla cosiddetta vigna vecchia, impiantata nel 1985 con esposizione Sud-Ovest e dalla vigna nuova, risalente al 2006, con esposizione Sud-Est, impiantati su terreni con prevalenza di arenaria, poca sostanza organica e tracce di argilla.

    Con una densità di impianto pari a 4000 ceppi/ettaro ed una resa volutamente contenuta a 50 quintali, le uve provenienti dai vitigni alloctoni che compongono il Saffredi svolgono una prima fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata pari a 26 gradi centigradi, con macerazione sulle bucce fino a 45 giorni prima del travaso in barrique, nuove per il 70%, dove si avvia un affinamento di 18 mesi prima dell’imbottigliamento e del rilascio al pubblico.

    L’annata 2019 è stata qualitativamente molto positiva, con un aumento generalizzato delle rese in tutta l’area maremmana e condizioni fitosanitarie e di maturazione eccellenti al momento della vendemmia, effettuata nella prima metà di Settembre per il Merlot e nella prima di Ottobre per Cabernet Sauvignon e Petit Verdot.

    Dalla grande eleganza nel bicchiere grazie ad una veste rosso rubino scuro e concentrato, al naso il Saffredi mostra un bouquet ampio che spazia da note di frutta di bosco come la mora, il ribes nero e la prugna a sentori floreali di viola, continuando con decise note di lavanda, rosmarino e menta, quindi roccia frantumata, cuoio e persino asfalto ed inchiostro. Al sorso è potente ed intenso, capace di bilanciare la sua forza in modo delicato grazie a tannini rotondi e setosi, al pari di un ottimo bilanciamento tra acidità e sapidità prima di una chiusura lunghissima ed armoniosa.

    Il Saffredi è un vino che non ha bisogno di presentazioni, è una certezza nell’universo enologico toscano e, nello specifico, maremmano in grado di confermarsi anno dopo anno grazie al tocco sempre elegante, aggraziato ma anche fermo e deciso di Elisabetta Geppetti, eccezionale Signora del vino italiano.

    AVAILABILITY: In stock

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