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Tignanello 2017 Magnum

215

Esaurito

Formato:

1.5 l

Tipo:

Rosso

Paese:

Italia

Regione:

Toscana

Denominazione:

Toscana IGT

Uvaggio:

Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 15%, Cabernet Franc 5%

Maturazione e/o affinamento:

14-16 mesi in barrique francesi ed ungheresi di primo e secondo passaggio

Gradazione alcolica:

14%

Temperatura di servizio:

16/18 °C

Abbinamento:

Primi di carne, Secondi di carne rossa

Annata:

2017

Riconoscimenti: 

Descrizione

Love at first Taste. Era una sera del 1973 ad Orvieto, dove, in occasione del primo convegno AIS, Piero Antinori a cena con Luigi (Gino) Veronelli, lo invita ad assaggiare alla cieca un vino nuovo, fuori disciplinare, così come era stato concepito su indicazione da Emile Peynaud, un loro consulente enologo a quei tempi.

Tra Veronelli e Tignanello è amore al primo assaggio: Gino spinge Piero a non curarsi dell’assenza di una denominazione di origine e di produrlo così, semplicemente con il nome del podere a cui appartiene. Il resto è storia, una carriera di primati e di pietre miliari dell’enologia italiana. Tignanello è infatti il primo vino rosso della zona del Chianti ad eliminare le uve bianche, il primo Sangiovese ad essere affinato in barrique, il primo rosso ad assemblare uve autoctone  con uvaggi internazionali, diventando precursore di quella categoria di successo che ad oggi non ha nulla da invidiare alle denominazioni più prestigiose: i Supertuscans. La storicità del Tignanello trova riscontro anche nella sue caratteristiche rimaste costanti negli anni, come ad esempio l’uvaggio di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, che è invariato dal 1982.

Storica anche l’etichetta, rimasta la stessa dal 1974, quando il grafico Silvio Coppola la disegnò per la prima annata in commercio, il 1971, che porta la firma di Niccolò Antinori.

Storica anche l’etichetta, rimasta la stessa dal 1974, quando il grafico Silvio Coppola la disegnò per la prima annata in commercio, il 1971, che porta la firma di Niccolò Antinori.

Annata tendenzialmente calda e asciutta, la 2017, ha prodotto circa il 30% in meno della 2016; le significative escursioni termiche e di umidità tra il giorno e la notte, ad ogni modo, hanno permesso una maturazione equilibrata delle uve. Ne consegue un vino meno acido, che tende più alla compattezza che alla verticalità.

All’esame olfattivo risulta molto intenso e “marmellatoso”, così come definito da Renzo Cotarella,  ovvero con frutta più matura del solito, dove percepiamo maggiormente la marasca rispetto alla più usuale ciliegia rossa. In bocca ritroviamo le sue origini e la sua personalità con un ottima bevibilità immediata ed un tannino non aggressivo ma compatto. Perfetto con piatti succulenti.

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