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Terra di Lavoro 2016

50

Solo 3 pezzi disponibili

Formato:

0.75 l

Tipo:

Rosso

Paese:

Italia

Regione:

Campania

Denominazione:

Uvaggio:

Aglianico 80%, Piedirosso 20%

Maturazione e/o affinamento:

1 anno in barriques nuove

Gradazione alcolica:

14.5%

Temperatura di servizio:

16/18 °C

Abbinamento:

Formaggi stagionati, Primi di carne

Annata:

2016

Riconoscimenti: 

Wine Advocate: 95/100

Descrizione

Terra di Lavoro è certamente sinonimo di gande vino italiano, unanimemente riconosciuto sin dal suo esordio nel 1994 come eccellente espressione della nostra antica tradizione enologica.

E’ interessante conoscere questo vino partendo dalla sua etichetta: l’immagine riportata sulla bottiglia raffigura la zona dell’Italia meridionale che durante il Regno delle Due Sicilie fu chiamata proprio “Terra di Lavoro”, un’area tra i comuni di Galluccio e Sessa Aurunca dove ancora oggi crescono i vigneti selezionati per la sua produzione.

Fondamentale fu l’incontro dell’azienda Galardi con Riccardo Cotarella, enologo di grande valore particolarmente sensibile al recupero dei vini del meridione: un’intesa perfetta dalla quale nacque questa singolare espressione emozionale, risultato di una calibrata miscela di uve maturate tra i quattrocento e cinquecento metri sull’incantevole golfo di Gaeta capaci di esprimere il meglio del territorio nelle annate generose di sole e di scarse precipitazioni.

Terra di Lavoro di Galardi è un vino di grande struttura ottenuto da un eccezionale blend di Aglianico (80%) e Piedirosso (20%). L’invecchiamento avviene in barriques nuove di Allier e Never per 12 mesi per poi passare in bottiglia a completare l’affinamento.

Non resistiamo e passiamo all’assaggio, ed ecco svelata la sua forte identità: quella immancabile nota minerale che lo distingue e ci riporta alle origini del terreno dal quale nasce. Riconosciamo frutti di bosco neri, more e mirtilli. Un altro sorso e troviamo polvere di caffè, liquirizia grafite. I tannini sono morbidi ed eleganti e la persistenza lunga, molto lunga…

Grazie alla sua capacità di evolversi nel tempo, si consiglia di attendere qualche anno per potere degustarlo al meglio.

Ottimo servito a 16°/18° in abbinamento con piatti della tradizione campana come i paccheri al ragù, ma anche con formaggi stagionati, primi e secondi di carne rossa.

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