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Barolo 2010

320

Esaurito

Formato:

0.75 l

Tipo:

Rosso

Paese:

Italia

Regione:

Piemonte

Denominazione:

Barolo DOCG

Uvaggio:

Nebbiolo 100%

Maturazione e/o affinamento:

7 anni in botte grande

Gradazione alcolica:

14.5%

Temperatura di servizio:

18/20 °C

Abbinamento:

Formaggi stagionati, Secondi di carne rossa, Selvaggina

Annata:

2010

Riconoscimenti: 

Descrizione

Parlare di Lorenzo Accomasso è come avvicinarsi con grande timore reverenziale al gotha della viticoltura italiana, quella delle tradizioni forti, dell’attaccamento morboso (in positivo) alla propria terra e vigna, quella del “va bene così e non si cambia” e del “prima il vino, poi il mercato”, un sangue autoctono difficile da trovare in giro se non nel microcosmo di La Morra.

Quante volte il Cavaliere ha respinto persone, curiosi ed interessati, che a pelle non sembrava rispettassero il suo mondo, la sua vita, la sua terra fatta di tre preziosissimi ettari sui quali il Nebbiolo si esprime su livelli perfetti.

Vini veri quelli di Accomasso, che rispecchiano la tradizione di La Morra ma che parlano anche una lingua sempre attuale, mai vetusti o appesantiti.

D’altronde il Cavaliere ci ha sempre visto lungo ed abituato a pratiche in vigna inusuali, come la potatura corta a scapito della produzione in quantità, mentre in cantina si sono sempre seguiti i dettami familiari e la strada tracciata dal padre Giovanni (lunghe macerazioni ed affinamenti in botte grande).

Un vigneto speciale quello del Cavaliere, parte del cru Rocche dell’Annunziata che insiste su terreni mediamente argillosi con esposizione prevalente a meridione, che confina con altri possedimenti che fanno grandissimo il Barolo di queste parti.

E la degustazione non smentisce nulla di quanto scritto: l’elegante granato intenso nel bicchiere viene supportato da un naso ampio che rivela dapprima sentori floreali in appassimento, quindi piccoli frutti rossi e sottobosco, quindi un’elegante speziatura con chiusura balsamica.

In bocca potente ma gentile, sinuoso, con tannino fine, sicuramente presente ma anche fresco e piacevole, mai sopra le righe, prima di un finale lungo e memorabile.

La memoria, intesa come la capacità dell’anima di recuperare “quelle affezioni che un tempo ha provato insieme col corpo”, contribuisce a nobilitare l’importanza dell’annata 2010, non tanto (e solo) per la qualità della materia prima quanto per ricordare e celebrare l’importanza di Elena Accomasso nella vita del fratello Lorenzo. Scomparsa nel 2016, questa vendemmia è dedicata a lei.