Stappato. Un astemio alla corte di re Carlo

Un inedito dietro le quinte del mondo del vino e della degustazione

Autobiografia, critica enologica, acute notazioni sulla spettacolarizzazione dell’enogastronomia e sui suoi luoghi comuni ma anche bellissimi ritratti di alcuni grandi vignaioli italiani, con un particolare sguardo amoroso per le Langhe e il Barolo: c’è tutto questo e molto altro ancora in Stappato. Un astemio alla corte di re Carlo, il libro di Tiziano Gaia, che – attraverso il racconto degli anni esaltanti e frenetici della sua esperienza a Slow Food (2000 – 2008) – ci accompagna con molta schiettezza e una certa ironia dietro le quinte del mondo dei vini.

Una prospettiva personale la sua: quella di chi dopo tanti anni e incarichi diversi all’interno di Slow Food, primo fra tutti quello di responsabile delle pubblicazioni enologiche del movimento, decide di abbandonare il lavoro di “degustatore seriale” – come Gaia stesso lo definisce – per tornare a guardare il vino da una prospettiva diversa, meno legata al bicchiere e all’assaggio e più focalizzata sull’immersione nel territorio e nelle vigne e soprattutto sulle storie delle persone che il vino lo fanno, rendendolo ogni volta qualcosa di unico e spesso irriducibile a categorie o definizioni astratte.

Stappato offre anche un’occasione per osservare come il mondo del vino nel suo insieme sia cambiato dai primi anni Duemila a oggi e come questa trasformazione abbia coinciso – a volte, anticipandola – con la trasformazione socio-culturale del paese intero. A questo proposito Gaia ricorda: «Tra un’edizione e l’altra di Vini d’Italia, tra una batteria di Verdicchio e una di Valpolicella, persino tra una sniffata e il gorgheggio successivo, oltre la distesa impressionante delle bottiglie a cui ho tirato il collo in tutti questi anni, ho visto cambiare il mio paese, i miei amici, l’Italia e il mondo. Anche il vino non è rimasto lo stesso, e la sua camaleontica natura spesso ha anticipato eventi e mutamenti, sublimandoli in una sbornia collettiva».

Attualmente, Tiziano Gaia è il direttore del comitato scientifico del WiMu – Il Museo del Vino a Barolo, collabora con il magazine Decanter ed è autore e regista di documentari come Barolo Boys. Storia di una rivoluzione.

Tiziano Gaia, Stappato. Un astemio alla corte di re Carlo, 2019, Baldini+Castoldi

– Redazione 24.06.2020

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